La “Staffetta” nella diocesi di Ventimiglia-Sanremo

 

Con una forza dirompente ci siamo trovati a vivere questa bella avventura della “Staffetta della speranza”, fortemente voluta dall’entusiasmo e la fede salda del nostro assistente diocesano don Daniele Bisato. E’ iniziata il 15 febbraio con un’intima cerimonia di accoglienza nel nostro seminario vescovile dove la Responsabile regionale Pina e Maurizio da Genova hanno portate le stampelle.

Sabato 16 febbraio ci siamo ritrovati a testimoniare il beato Luigi Novarese nella casa di riposo di Poggio-Casa Serena e a seguire nella parrocchia di Levà (Arma di Taggia) per la santa messa. Qui sono rimaste per tutta la settimana, visitando le case di diversi fratelli ammalati, ogni giorno, anche a Bussana dal sacerdote don Franco Percivale, ora infermo.
Il sabato mattina le stampelle hanno proseguito per la parrocchia di San Nicola a Ventimiglia, dove padre Domenico, con impegno ha accolto la teca, coinvolgendo molti fratelli e sorelle sofferenti.
Domenica 24 febbraio sono giunte nella parrocchia di San Rocco a Vallecrosia e il lunedì accolte con una breve ma sentita processione nella casa per anziani Villa Rachele.
Devo ammettere che la mia paura iniziale, fin dal primo giorno, si trasformava via via in una gioia “strana” che faceva scomparire le difficoltà tecniche, che prima mi parevano vere barriere architettoniche e insormontabili.
Inoltre i vari sacerdoti incontrati hanno dato una vera testimonianza di fede nelle loro omelie, mettendo in evidenza il valore della sofferenza voluto fortemente da mons. Novarese.
Le stampelle hanno poi proseguito per la parrocchia di Santa Maria Maddalena in Bordighera alta e il vicino Ricovero, sono quindi tornate a San Nicola dove anche qui sono state accolte nelle case dei sofferenti e case di riposo.
Domenica 3 marzo in forma solenne, ma in modo molto familiare, quasi con un abbraccio fraterno, sono giunte al Piccolo Cottolengo di Sanremo, dove il nostro vescovo Antonio ha voluto ricevere le stampelle di don Luigi, l’apostolo dei malati.
La settimana di Sanremo è stata intensa e molto sentita anche da chi non conosceva la figura del beato.
Due giorni nell’oratorio dell’Immacolata, al centro della città, vicino al Santissimo Sacramento e alla Vergine Maria, come chiedeva il beato Luigi Novarese.
Il mercoledì delle ceneri, prima nella casa di Maria Grazia e quindi accolte con vero entusiasmo dalla comunità parrocchiale del Borgo (Annunciazione) e dal nuovo parroco don Massimo, dove sono rimaste fino al giorno 8, visitando la casa di Luisa la nostra capogruppo, fedele e determinata nel cammino della sofferenza.
Questo percorso di fede si è concluso nel cuore della città vecchia, accolti da don Piero Rossi, che ben conosce la vita e la spiritualità di mons. Novarese e ce l’ha comunicato con affetto sincero.
In ogni celebrazione o momento di preghiera in presenza delle stampelle c’erano sempre fratelli provenienti da altre zone e spesso il nostro instancabile animatore dei Gruppi giovanni, oltre all’onnipresente Salva di nome e di fatto che ha “guidato” le stampelle nei luoghi più impensati, strade anguste dei piccoli borghi come Taggia e Bussana.
Sabato 9 marzo la teca con le stampelle è stata consegnata ai Responsabili della diocesi di Chiavari.
Le ritroveremo il 31 marzo al Santuario della Guardia a Genova.
E’ stato il modo migliore e veramente “trascinante” per entrare nel cammino quaresimale.

Pubblicato il 19 marzo 2019

 

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