Le “stampelle della speranza” a Macerata

 

Mercoledì 25 settembre si è tenuta la prima celebrazione in diocesi di Macerata, per l’arrivo delle reliquie del beato Luigi Novarese, le ormai famose “stampelle della speranza”. La funzione si è svolta nella parrocchia “Santa Madre di Dio” ed è stata presieduta dal vescovo, mons. Nazzareno Marconi che, nella sua omelia, ha proposto una riflessione partendo dal verbo “soffrire”. Se a questo verbo – ha detto il presule – togliamo la prima lettera “s” che sta a sottintendere la volontà di amici e parenti ad essere “sotto” anche loro alla sofferenza della persona cara cui si intende essere vicini, rimane il verbo “offrire”. E nel caso dei malati del CVS questo “offrire” ci rammenta la loro volontà di mettere nelle mani del Signore le proprie sofferenze , per valorizzarle ed “offrirle”, appunto, per la conversione dei fratelli e la crescita del Regno. Il vescovo, al termine, prima della benedizione solenne, ha dato un mandato agli appartenenti al CVS: essere consolazione e sostegno per i malati ed i sofferenti.
La celebrazione eucaristica delle 18.30 è stata preceduta da un pomeriggio di preghiera, adorazione, meditazione e conoscenza della spiritualità novaresiana.

All’inizio c’è stata la solenne intronizzazione delle stampelle da parte del parroco, don Juan Carlos Munoz (che è anche il Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute) che le ha collocate davanti all’altare principale e davanti al tabernacolo. Poi f. Romolo Sardellini dei Sodc ha spiegato la storia ed i significato delle stampelle, proponendo anche una riflessione: quelle stampelle sintetizzano il pensiero spirituale di Novarese, perché idealmente rappresentano anche i malati o coloro che soffrono per altri motivi, perché questi fratelli, vivendo secondo l’insegnamento del beato fondatore, diventano “stampelle” degli altri fratelli malati o lontani.
Dopo alcune letture e meditazioni, intervallate dai canti liturgici, f. Romolo ha spiegato ai presenti la spiritualità della sofferenza e la metodologia di azione di tutta l’Opera di Novarese; è seguita la recita del Santo Rosario, al termine del quale c’è stato il momento forse più significativo: il Parroco, infatti, ha invitato coloro che avevano qualche grazia da chiedere, affidandola all’intercessione del beato Novarese, a farsi avanti, a sostare di fronte al contenitore delle stampelle, sfiorandolo e rimanendo in piedi lì davanti, in silenzio, fino al termine della propria preghiera, con cuore aperto e pieno di speranza e fiducia. Dopo qualche imbarazzo iniziale, la timidezza è svanita e veramente in molti si sono recati all’urna che contiene le “Stampelle della speranza”.
Un’ultima nota: la celebrazione si è dovuta tenere presso la “Santa Madre di Dio” perché la Cattedrale di Macerata è ancora inagibile dopo il terremoto del 2016. Sarà così anche presso il Santuario del Ss. Crocifisso di Treia (6 ottobre) e nella Concattedrale di Tolentino (13 ottobre). Nel nostro territorio, purtroppo, abbiamo anche queste sofferenze aggiuntive e chiediamo da questa pagina preghiere di intercessione e sostegno.

Di Elia Fratini

Pubblicato il 8 ottobre 2019

 

1 Commento

  1. di Roberto Mezzadonna 10/09/2019  7:50 Rispondi

    Mi affido a Luigi Novarese che dal Cielo ci protegga; protegga insieme alla Madonna tutti i peccatori della terra (9/10/2019 Roberto Mezzadonna Preghiera per Luigi Novarese)

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