Pregare per e con i malati, i carcerati e i perseguitati

 

La pandemia da Covid-19 pare stia resettando anche i pregiudizi che hanno dolorosamente alimentato gli ultimi anni, facendo risorgere da ceneri ormai ritenute spente, razzismo, tolleranza zero verso i diversi, astio nei confronti dei cosiddetti ultimi.
Nella celebrazione mattutina in solitaria dalla Cappella di Santa Marta, mercoledì 11 marzo scorso, papa Francesco, in questo momento di forti tensioni e forzati cambi di stili di vita a causa dell’infezione da Coronavirus, ha voluto ritornare su temi a lui cari, sempre presenti nel suo Magistero, nelle sue omelie e nei suoi discorsi.
Pregare per e con i malati, i carcerati e i perseguitati. Sì, anche per i carcerati, per coloro che nella vita hanno arrecato danni alla collettività, hanno arrecato sofferenze, hanno debiti ancora da saldare con la società civile.
E’ difficile essere comprensivi verso quanti hanno fatto della violenza o della prevaricazione la loro arma, ma papa Francesco invita a pregare anche per costoro, in questo delicato momento in cui si è tutti esposti ad un pericolo invisibile eppure tanto pericoloso e terrorizzante.
In questo periodo dove la quotidianità e l’emotività sono messe a dura prova e tutto appare come una sorta di incubo senza termine, facciamo nostre la parole di papa Francesco laddove ci esorta a pregare per gli ammalati affetti dal Coronavirus, per i carcerati, per i nostri fratelli e le nostre sorelle rinchiusi in carcere. Loro soffrono e dobbiamo essere vicini a loro con la preghiera, perché il Signore li aiuti, li consoli in questo momento difficile per tutti noi.

Pubblicato il 16 marzo 2020

 

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