La misericordia di Dio è la nostra liberazione e felicità

 

Nell’Udienza di questa mattina, 18 marzo, papa Francesco ha affrontato il tema della misericordia, traendo spunto dal versetto evangelico: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7).
In questa beatitudine c’è una particolarità – afferma papa Francesco: – è l’unica in cui la causa e il frutto della felicità coincidono, la misericordia. Coloro che esercitano la misericordia troveranno misericordia, saranno “misericordiati”.
Oggi più che mai c’è tanto bisogno di misericordia, di vera dedizione agli altri, di empatia costruttiva, disinteressata, di amore gratuito. E in tutto ciò si rileva anche l’importanza del perdono, dell’andare oltre le ruminazioni interiori che fomentano col tempo l’odio.
Ci sono due cose che non si possono separare ci dice papa Francesco: il perdono dato e il perdono ricevuto. «Ma tante persone sono in difficoltà, non riescono a perdonare. Tante volte il male ricevuto è così grande che riuscire a perdonare sembra come scalare una montagna altissima: uno sforzo enorme; e uno pensa: non si può, questo non si può».
Il beato Luigi Novarese sosteneva che «per essere cooperatori della divina misericordia dobbiamo intimamente e fortemente credere alla divina misericordia. Venuta a noi dalla non mai sufficientemente proclamata ricchezza infinita della passione di Nostro Signore Gesù Cristo».
«Se tutto il nostro cristianesimo non ci porta alla misericordia, abbiamo sbagliato strada, perché la misericordia è l’unica vera meta di ogni cammino spirituale. Essa è uno dei frutti più belli della carità (cf. CCC, 1829)». Parole, queste di papa Francesco tutte da meditare e fare proprie se non altro per nutrire la nostra crescita spirituale in questo momento storico messo a dura prova da un evento inatteso e terrorizzante.
Nei saluti a conclusione dell’Udienza il Papa ha rivolto il seguente invito: «Faccio mio l’appello dei vescovi italiani che in questa emergenza sanitaria hanno promosso un momento di preghiera per tutto il Paese. Ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa: tutti uniti spiritualmente domani alle ore 21 nella recita del Rosario, con i Misteri della luce. Io vi accompagnerò da qui. Al volto luminoso e trasfigurato di Gesù Cristo e al suo Cuore ci conduce Maria, Madre di Dio, salute degli infermi, alla quale ci rivolgiamo con la preghiera del Rosario, sotto lo sguardo amorevole di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e delle nostre famiglie. E gli chiediamo che custodisca in modo speciale la nostra famiglia, le nostre famiglie, in particolare gli ammalati e le persone che stanno prendendosi cura degli ammalati: i medici, gli infermieri, le infermiere, i volontari, che rischiano la vita in questo servizio».

Pubblicato il 18 marzo 2020

 

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