Si è laureato il ragazzo reso tetraplegico dal lancio di una bici ai Murazzi.
Ieri mattina, 6 novembre 2025, si è laureato in Medicina all’Università di Torino, Mauro Glorioso. Lo studente palermitano era rimasto tetraplegico dopo essere stato colpito da una bici elettrica lanciata sui Murazzi nel 2023.
La sua tesi, sulle funzionalità del cuore, è stata discussa con il professor Paolo Fonio, che si è detto “onorato” di averlo seguito. Dopo un lungo applauso, Mauro ha dichiarato: “Oggi non è l’unico giorno felice dopo quello che mi è successo”. Nell’aula magna delle Molinette ha aggiunto: “L’università mi è stata molto vicina nei momenti duri. Preferisco pensare al futuro: a luglio comincio la specializzazione”.

Il 21 gennaio 2023 la sua vita è cambiata per sempre, quando una bicicletta gettata dalla balconata dei Murazzi del Po lo colpì, lasciandolo tetraplegico. Oggi Mauro, in sedia a rotelle, ha riacquistato in parte la mobilità delle braccia. Durante la laurea riesce ad accennare un applauso, a stringere le mani dei familiari, a condividere la gioia con chi non lo ha mai abbandonato. Sul suo volto si legge la fatica, ma anche una serenità conquistata. «Quello che mi è successo è stato tremendo, però avere persone intorno permette di affrontare anche le situazioni più brutte», dice con lucidità.
Un grande risultato, il suo, specie per uno che è rimasto «sei mesi a dormire», come dice, cioè il tempo trascorso in terapia intensiva.

Accanto a lui ci sono la madre, il padre, il fratello Michele e il nonno, sempre presenti in ogni fase della riabilitazione. «Siamo così orgogliosi», confessa Michele. E attorno a Mauro si stringono anche i tanti amici e compagni di corso che non lo hanno mai lasciato solo. «Facevano i turni nel box di rianimazione le prime notti», ricorda il professor Ricardi, testimone del grande affetto che lo ha circondato. «È stato toccante vedere questo profondo senso di amicizia».

Ora il futuro torna a essere una possibilità concreta. Mauro pensa alla specializzazione, forse in un ambito che gli permetta di restituire un po’ di ciò che ha ricevuto. Vuole riprendere in mano la propria storia, scriverne i prossimi capitoli con calma e determinazione. La sua esperienza è diventata un simbolo di speranza: la dimostrazione che, quando il coraggio individuale incontra il sostegno delle persone e delle istituzioni, «si possono fare davvero belle cose».