Oggi, 20 gennaio 2026, è stato pubblicato il testo di Papa Leone per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato: La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro.
All’inizio del Messaggio il Papa ricorda che la Giornata quest’anno sarà celebrata a Chiclayo, in Perù, l’11 febbraio 2026.
E dice che “per questa circostanza ho voluto riproporre l’immagine del buon samaritano, sempre attuale e necessaria per riscoprire la bellezza della carità e la dimensione sociale della compassione, per porre l’attenzione sui bisognosi e sui sofferenti, come sono i malati”.
Il testo della parabola è ben conosciuto e commentato innumerevoli volte. Papa Leone lo ripropone prendendo come chiave ermeneutica l’Enciclica Fratelli tutti, “dove la compassione e la misericordia verso il bisognoso non si riducono a un mero sforzo individuale, ma si realizzano nella relazione: con il fratello bisognoso, con quanti se ne prendono cura e, alla base, con Dio che ci dona il suo amore”.
Nel clima di rapidità e di fretta che ci caratterizza siamo interpellati dal gesto del samaritano che “non è “passato oltre”, ma ha avuto per l’uomo ferito uno sguardo aperto e attento, lo sguardo di Gesù, che lo ha portato a una vicinanza umana e solidale”.
Il Papa parla dell’emozione fondamentale messa in risalto dal racconto di Gesù, la compassione “tratto distintivo dell’amore attivo. Non è teorica né sentimentale, si traduce in gesti concreti: il samaritano si avvicina, medica le ferite, si fa carico e si prende cura. Ma non lo fa da solo, individualmente, in un “noi” più forte della somma di piccole individualità”.
Così è la Chiesa, che vive della “dimensione fraterna, “samaritana”, inclusiva, coraggiosa, impegnata e solidale, che ha la sua radice più intima nella nostra unione con Dio, nella fede in Gesù Cristo. Infiammati da questo amore divino, potremo davvero donarci per il bene di tutti i sofferenti, specialmente dei nostri fratelli malati, anziani e afflitti”.
il Messaggio si chiude con l’invocazione alla Vergine Maria, “Salute dei malati; chiediamo il suo aiuto per tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di compassione, ascolto e conforto, e supplichiamo la sua intercessione con questa antica preghiera, che veniva recitata in famiglia per coloro che vivono nella malattia e nel dolore:
Dolce Madre, non allontanarti,
non distogliere da me il tuo sguardo.
Vieni con me ovunque
e non lasciarmi mai solo.
Tu che sempre mi proteggi
come mia vera Madre,
fa’ che mi benedica il Padre,
il Figlio e lo Spirito Santo”.


Scrivi un commento