È il punto di non ritorno: l’ammalato compie un atto di espropriazione di se stesso per diventare patrimonio del cielo. È scardinare la logica del possesso e della disperazione, sostituendola con quella dell’appartenenza regale.

L’ammalato spesso appartiene alla sua patologia, alla burocrazia sanitaria o al pietismo altrui. La consacrazione ribalta tutto: se si è della Madonna, la sofferenza non è più un caso clinico ma una questione di fede.