In seguito al grande gesto promosso da Mons. Novarese — in cui la sofferenza italiana ha smesso di essere un fatto privato per diventare un patto pubblico e solenne con la Vergine, egli vede realizzata una iniziativa bella e più cara, il riconoscimento di una svolta teologica: la bellezza di questo gesto risiede nella sua capacità di trasformare l’identità del sofferente. Consacrarsi significa dire: “Maria, la mia malattia non è uno scarto ma un capitale che metto nelle tue mani”. La Consacrazione è il sigillo che trasforma il destino in missione.