Il cardinal Pizzaballa ha rilasciato una intervista all’Osservatore Romano il 19 novembre 2025. In essa fa il punto della situazione a Gaza: “Nella vita ordinaria non è cambiato nulla, le scuole non ci sono e gli ospedali funzionano parzialmente, è ancora tutto da ricostruire. Siamo ancora nella prima fase dei punti e le prossime fasi saranno: pulire dalle macerie; seppellire i morti che sono sotto le macerie; avere un minimo di programmazione per la ricostruzione, che richiederà anche una governance che non c’è e non si saprà chi sarà. È tutto ancora da fare, e mentre si discute all’Onu e altrove, la gente resta nelle condizioni di sempre, che sono ahimè, drammatiche”.

Allo stesso tempo invita comunque a riprendere i pellegrinaggi in Terra Santa, che sono di aiuto per la ripresa economica del paese: “Ora bisogna iniziare una nuova fase, dove l’aiuto concreto è testimoniato anche dalla presenza fisica concreta che, oltre a essere un beneficio per chi ha il dono di avere il pellegrinaggio, porta anche il sorriso in tante famiglie che hanno bisogno non solo di aiuto economico, ma anche di vedere la presenza dei loro fratelli e sorelle cristiani in Terra Santa. Siamo nell’anno giubilare che ormai sta finendo, c’era molta speranza che in questo anno potesse esserci uno sguardo non solo su Roma, ma anche su Gerusalemme. Sono due città legate l’una all’altra e non possiamo aspettare il prossimo Giubileo, quindi bisogna riprendere il santo viaggio e ritornare ad affondare il nostro sguardo sulle nostre radici di fede, che sono anche una forma di solidarietà e di fratellanza cristiana”.

Al termine dell’intervista, il cardinale ha ricordato le parole di don Tonino Bello: “La guerra inizia con la dissolvenza del volto dell’altro. Forse potremmo dire che la pace inizia ascoltando il dolore dell’altro. Se tu riconosci l’altro, riconosci anche te stesso. Se neghi l’altro, neghi anche te stesso. Se si dissolve il volto dell’altro, alla fine dissolvi anche te stesso. Allora, dobbiamo guardare tutti a Dio e ritrovarci l’uno nell’altro.