Ogni domenica un versetto poetico. Per andare oltre il visibile. Perché le parole trasformano il mondo.
A cura di Maria Teresa Neato
Autore ignoto. Canto votivo a San Sebastiano.
Frammento
“Del Borgo, o San Sebastiano, sei grande fedel protettore.
Con l’alma fidente d’amore la prece eleviamo a te”.
Commento
A due giorni dalla Memoria liturgica di San Sebastiano, mi permetto di far memoria delle mie radici, con un’antica lode che accompagnerà la processione votiva per le vie di Borgo d’Ale, mio paese natìo.
La poesia… non risalta nel testo, ma è certamente incisa nelle parole che dicono la Fede di quella gente semplice, alle prese con una prova che la stava decimando.
Poesia è infatti anche tutto ciò che sgorga dal cuore, a partire magari da un eccesso di dolore o di impotente sconforto, che fa vibrare le più intime e preziose corde della nostra Umanità.
Fino a raggiungere il Cuore di Dio, e aprirlo al miracolo.
Come avvenne al Borgo, nella notte dei secoli.
E ancora può avvenire oggi… per ogni ” pestilenza” che minaccia e ammorba la nostra salute, fisica e spirituale!
Nota storica
Nella seconda metà del XVI secolo, un’ epidemia di peste dilagò nel Borgo.
I morti furono molti e vennero seppelliti nel cimitero antico di Clivolo, situato di fronte alla chiesa.
Di peste morì pure il parroco dell’epoca, Don Antonio Paniale.
Per difendersi dall’epidemia, la gente ricorse anche alla fede, raccomandandosi a quei santi che si riteneva avessero potere contro questi mali.
Dai documenti risulta che il già citato Curato sottoscrisse con il Sindaco il voto a San Sebastiano, per adempiere il quale, la popolazione del Borgo s’impegna a celebrare, ogni anno, il 20 gennaio, giorno consacrato al culto del Santo, una festa votiva con una solenne processione, alla quale deve partecipare almeno un rappresentante di ogni famiglia.


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