Aprendo i lavori del Concistoro straordinario, il 26 giugno 2026, il Papa chiede una Chiesa che impara camminando, chiamata a leggere le ferite del mondo contemporaneo attraverso la lente della fede e a riscoprire la sinodalità non come una mera procedura, ma come un autentico stile di vita e di governo.
Il Pontefice ha accolto i Cardinali ricordando l’auspicio già espresso nel Concistoro dello scorso gennaio: trasformare questi incontri in un’occasione permanente per «lavorare insieme nel servizio della Chiesa». La comunione, ha avvertito il Santo Padre, non è mai un traguardo definitivo, bensì una «conversione quotidiana» che si nutre di preghiera, relazioni di fiducia e ascolto reciproco. Citando il suo precedente discorso alla Curia Romana, il Papa ha ribadito che la comunione si costruisce nel quotidiano: «Non siamo custodi di interessi particolari, ma discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati ad essere in Cristo lievito di fraternità universale».

I lavori si articolano attorno a quattro temi cardine, strettamente interconnessi, che orienteranno le sessioni di discussione:

  1. Lo sguardo sul mondo: Il Papa ha invitato a sostare davanti alla realtà prima di agire, riconoscendo la presenza di Dio nella storia e nella quotidianità. «Gesù cammina per le strade… come il Dio vicino che cammina con il suo popolo», ha ricordato, citando l’omelia dello scorso 7 giugno a Madrid.

  2. Dalla cultura della potenza alla civiltà dell’amore: Di fronte a società lacerate da guerre, violenze e polarizzazioni, il Papa ha offerto come chiave di lettura l’Enciclica Magnifica humanitas, chiedendo ai porporati di raccontare come queste pagine vengano incarnate e accolte nelle rispettive Chiese locali.

  3. Il bene comune e la responsabilità condivisa: In un’epoca segnata da frammentazione e individualismo, la Dottrina sociale della Chiesa impone un sussulto di corresponsabilità. Riflettendo sul paragrafo 86 della Magnifica humanitas, il Pontefice ha sottolineato la necessità di trasparenza e valutazione nei processi decisionali.

  4. L’attuazione del Sinodo: L’ultima sessione raccoglierà le fila del cammino sinodale. Leone XIV ha voluto sgombrare il campo da possibili malintesi: la sinodalità non diminuisce l’autorità, ma ne chiarisce il senso più profondo, che è quello di «custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune».

Nella parte più toccante e personale del discorso, il Papa ha formulato una richiesta esplicita di aiuto e vicinanza ai suoi più stretti collaboratori, sottolineando che il ministero petrino non può essere vissuto in solitudine.
«Conto su di voi perché mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa», ha affermato il Pontefice. «Ho bisogno del vostro appoggio: forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli». Il Papa ha chiesto ai Cardinali di parlargli con libertà, franchezza e lealtà, definendo un «consiglio sincero» come un vero e proprio atto di comunione.

Il Santo Padre ha infine incoraggiato i presenti a vivere con convinzione il lavoro nei gruppi di studio, una modalità insolita per i tradizionali Concistori, ma ritenuta necessaria per fare esercizio pratico di sinodalità. Pur garantendo lo spazio per gli interventi personali e le riflessioni riservate, il Papa ha esortato tutti a entrare con fiducia in questo “esercizio ecclesiale”.
L’intero percorso, ha concluso il Pontefice, non è finalizzato a guardare la vita interna della Chiesa, ma risponde a un unico, fondamentale mandato missionario: capire come aiutare le Chiese ad annunciare il Vangelo oggi con maggiore fedeltà, libertà e credibilità.