Attesa da qualche tempo la ridefinizione e la conseguente riunione della Consulta Nazionale dell’Ufficio di pastorale della salute della CEI, l’11 marzo i componenti sono stati invitati per il primo incontro.
È sembrata subito una sorta di convocazione degli stati generali del settore. La maggior parte in presenza, alcuni online, pochi gli assenti, per altro giustificati, si è subito notato un certo entusiasmo nel ritrovarsi.
Apprezzata l’apertura del direttore, don Massimo Angelelli, che ha ricordato i fondamenti di questa pastorale aperta al futuro: siamo relazione, siamo nella chiesa, siamo nel sistema sanitario nazionale, siamo la speranza dei sofferenti, dei curanti e dei familiari. Ha fatto seguito un ampio dialogo, che ha arricchito i suggerimenti iniziali con spunti di estremo interesse. Questo ha manifestato la chiara competenza dei presenti nel proprio settore, unito al desiderio di collaborare, specie negli aspetti a volte carenti.
La presenza di Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente della Commissione Episcopale per il servizio della carità e salute, ha qualificato l’assemblea, ricordando l’importanza di questo ambito. L’Arcivescovo ha menzionato le priorità che la stessa Commissione Episcopale si è data per la salute, affidandone la realizzazione all’Ufficio Nazionale.
Tra i compiti impegnativi vi è la stesura delle linee guida per la pastorale della salute in Italia, il cui elenco sommario è stato condiviso dal direttore. Si è parlato dell’imminente Giubileo del 2025 e del prossimo convegno nazionale che si terrà a Verona nel mese di maggio.
L’inizio è stato incoraggiante e quando si parte col giusto riaffiora la speranza che qualcosa di buono si potrà fare.
[Fonte: Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI]


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