Pensiero del 06.02.26
La concupiscenza, il lavoro, la sofferenza e la morte sono tracce del peccato.
La concupiscenza, il lavoro, la sofferenza e la morte sono tracce del peccato.
L’uomo ripara, vivendo in grazia di Dio, la propria vita naturale e soprannaturale.
La malattia è una vera e reale soprannaturale attività molto elevata.
Un ammalato che non viva in grazia di Dio è un controsenso, è un disertore, un essere improduttivo.
Di fronte a Dio tanto lavora chi va in officina quanto chi resta nel proprio letto di dolore.
Se gli ammalati hanno tanta importanza nel piano soprannaturale ne consegue che essi hanno una più grande responsabilità.
Dinanzi a Dio, in un eterno presente ci sono pure i miei atti di accettazione e di amore!
Dinanzi a Dio tutto è un eterno presente.
Ciò che a noi sembra frutto di occasioni fortuite, per il Signore sono i binari che ci condurranno a Lui.
Dio, dall’inizio dei secoli ha visto e preordinato ogni cosa, pur rispettando la libera volontà dell’uomo e la sua libera cooperazione alla grazia.