La nostra sofferenza non è inutile

 

Una festa dedicata agli ammalati. Domenica 3 aprile, “Giornata dalla misericordia”, è stato celebrato al Santuario della Beata Vergine del Trompone di Moncrivello, Vercelli, il “Giubileo degli ammalati e degli operatori sanitari”.

Un evento carico di simboli e di storia, come ha sottolineato il moderatore dei Silenziosi Operai della Croce, don Janusz Malski, nell’omelia della messa svoltasi al mattino: «Proprio qui, in questo Santuario dedicato alla Vergine Potente del quale celebriamo oggi anche la festa patronale, sappiamo dalle cronache dell’epoca che la settimana successiva alla domenica di Pasqua del 1559 una donna gravemente malata, Domenica Millianotto, guarì dopo aver visto la mamma di Gesù apparire su un tronco di castagno. La guarigione è il segno dell’amore di Dio per l’uomo. Oggi celebriamo il “Giubileo degli ammalati” ricordando che la Misericordia è il volto di Dio che ci ama».

Nel pomeriggio della giornata, centinaia di fedeli, insieme alle autorità civili e alle associazioni del territorio che si prendono cura degli ammalati come l’Oftal e il Centro Volontari della Sofferenza, si sono dati appuntamento, a causa del maltempo, in Santuario dove hanno recitato il Rosario. Insieme agli infermi, hanno varcato la Porta Giubilare del Santuario per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo. Fra le varie iniziative, si è svolto lo spettacolo “La nostra storia” ideato e interpretato dal CVS di Vercelli.
«Cari ammalati, anche se siamo inchiodati su una carrozzella, anche se il nostro respiro è affannoso, anche quando ci sentiamo sfiniti, percepiamo che in noi scorre il soffio vitale di Gesù», il presule vercellese ha poi proseguito spiegando che questo alito divino spinge la nave, simbolo della Chiesa, ad andare avanti, a proseguire la propria missione: «E’ l’albero maestro che sorregge l’imbarcazione e sapete di che cosa è fatto? Del legno delle nostre croci unite alla Croce di Cristo. Ecco, dunque, fratelli, ricordatevi che le nostre sofferenze non sono inutili».

Pubblicato il 4 aprile 2016

 

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