Convegno “Il limite che non limita”

 

CONVEGNO “IL LIMITE CHE NON LIMITA”

“Il limite che non limita” è il titolo del Convegno organizzato dalla Pastorale della disabilità della diocesi di Torino, al quale partecipa anche il CVS diocesano. Si terrà sabato 3 dicembre dalle 8.30 alle 13, presso il Centro congressi del Santo Volto del capoluogo piemontese.
«Le riflessioni, i commenti, i pregiudizi che abbiamo riscontrato nel nostro frequente operare presso le parrocchie e le Unità pastorali – ha spiegato Ivan Raimondi, vicedirettore Ufficio pastorale della Salute di Torino – ci hanno suggerito di instituire, ormai più di due anni fa, un organo permanente di confronto e progettazione diocesano: il Tavolo diocesano per la Pastorale della disabilità. Il Tavolo, costituito per ora da 7 uffici diocesani, ha tra i suoi principali obiettivi quello di inserire l’attenzione alle disabilità nella Pastorale ordinaria, rendere le persone disabili soggetto attivo della Pastorale, valorizzare le risorse e la testimonianza di chi affronta la difficile prova della disabilità e delle loro famiglie».
L’incontro sarà introdotto da don Paolo Fini, direttore della Pastorale della Salute, e dall’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia. La prima sessione, moderata da Alberto Riccadonna, direttore de “La Voce e il Tempo”, affronterà le tematiche malattia e disabilità, lavoro, rete e network, con gli interventi di Giovanni Pietragalla dell’Asl To 1, Claudio Spadon, direttore dell’Agenzia Piemonte Lavoro, e Massimiliano Gollin, ricercatore universitario e membro della Commissione per la Pastorale della disabilità dell’Up 45 di Collegno (TO).
Nella seconda sessione, moderata da don Claudio Campa, parroco di San Massimo a Collegno, sarà approfondita l’esperienza dei laboratori teorico-esperienziali realizzati dall’Up 45 a cui ha partecipato anche il CVS di Torino, con gli interventi di alcuni volontari che li hanno realizzati.
Un Convegno importante, ha detto monsignor Nosiglia, per ricordare con forza che «ogni persona è un dono; ogni disabile, ogni sofferente o che vive situazioni di difficoltà, va considerata in sé come un unicum, un individuo che merita la massima attenzione e disponibilità, per rispondere ai suoi specifici bisogni ed attese».
Con la partecipazione al convegno sono previsti crediti Ecm per tutte le professioni sanitarie.

Pubblicato il 28 novembre 2016

 

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