Ritorno da Lourdes. Alcune testimonianze

 

Abbiamo ricevuto e con piacere pubblichiamo alcune esperienze vissute durante il pellegrinaggio a Lourdes organizzato dal CVS di Brescia dal 27 al 2 aprile u.s.

Un vescovo in carrozzina guida il pellegrinaggio
Ormai è diventata una tradizione pasquale nella diocesi di Brescia. Il Centro Volontari della Sofferenza (CVS) in collaborazione con la comunità dei Silenziosi Operai della Croce (SODC) raduna ogni anno gli ammalati durante la settimana santa per portarli in processione a Lourdes come ha chiesto la Madonna a santa Bernardetta il 2 marzo 1858.
La processione come sempre inizia in treno e si parte dalla stazione ferroviaria di Rovato vicino a Brescia e si arriva alla stazione di Lourdes. Poi si continua con il pullman dalla stazione di Lourdes all’accueille Notre Dame, per finire con le barelle e le carrozzine dall’accueille alla Grotta. Un vero capolavoro di organizzazione basato sull’altruismo. Giovani ragazze e ragazzi; adulti; uomini e donne, accompagnatori, famigliari e pellegrini; seminaristi, frati, sorelle, suore, preti e vescovi si offrono volontariamente al servizio degli ammalati. Una settimana santa con un servizio santo per un solo scopo; realizzare il desiderio della Madonna di portare gli ammalati a Lourdes.
Come tutti gli anni il servizio di guida del pellegrinaggio è affidato a un vescovo. In quest’anno il CVS celebra la suo 45°pellegrinaggio, che coincide con i 160 anni dall’apparizione della Vergine a santa Bernardetta. Per la prima volta il vescovo che guida il pellegrinaggio è in carrozzina. Nessuno si aspettava questo, infatti, per i problemi di salute e di età un po’ avanzata, mons. Luciano Pacomio vescovo emerito ha scelto di guidare e accompagnare i pellegrini nei loro vari spostamenti usando la carrozzina. La sua nuova condizione cioè essere in carrozzella non ha potuto impedirgli di svolgere il suo servizio come vescovo guida del pellegrinaggio ed esercitare il suo ministero sacerdotale. Lui era sempre davanti a tutti gli altri con la sua carrozzina, guidando gli ammalati aiutati dagli accompagnatori e pellegrini. Loro lo seguivano come le pecore dietro il loro pastore. Tutto è sempre andato bene e si è svolto nella serenità.
Già in treno andando a Lourdes con le meditazioni del vescovo i pellegrini erano aiutati ad entrare nel clima del pellegrinaggio seguendo la raccomandazione della Madre di Gesù: “qualsiasi cosa vi dica fatela” (Gv 2). Anche a Lourdes le riflessioni e le omelie fatte da lui durante le varie celebrazioni sono state molto interessanti: soprattutto la catechesi del giovedì santo intitolata: “In dialogo con il mistero che celebriamo” per i malati, i pellegrini e il personale.
Servendosi dei quattro punti cardine che tutti noi conosciamo già da bambini, mons. Pacomio ha fatto capire a tutti che cosa è il mistero pasquale. Si è soffermato a dare luce sulla Pasqua ebraica descritta nel libro del Esodo; alla nascita del Salvatore; alla passione e alla resurrezione di Gesù e ha accennato al libro dell’Apocalisse di san Giovanni che invita tutti i credenti all’escatologia prima di concludere invocando Maria come modello della fede e compagna per eccellenza di ogni giorno per ogni persona sofferente.
I momenti più forti e indimenticabili del pellegrinaggio di questo anno sono stati la partecipazione in carrozzina del vescovo e di tutti gli ammalati e pellegrini alla via crucis del venerdì santo in piazza e all’adorazione il sabato santo nella basilica san Pio X. Era coinvolgente ma non ci aspettavamo di vedere un vescovo dalla carrozzina accampanato da tre sacerdoti benedire la folla con il santissimo sacramento. Potrebbe essere nella storia del santuario di Lourdes la prima volta che un vescovo dalla carrozzina dà la benedizione con il Santissimo. Questo avvenimento è importante per tutti noi renda viva e perché realizza il carisma lasciato dal beato Luigi Novarese al CVS e ai SODC: “l’ammalato per mezzo dell’ammalato”. (Adama Norbert Norbert)

 

La cosa più bella di un viaggio è tornare diverso da come sei partito
L’esperienza a Lourdes è una di quelle esperienze che nel piccolo di ognuno di noi ti cambia qualcosa, per forza!
Il mio primo viaggio a Lourdes l’ho fatto 10 anni fa, avevo 9 anni, ero piccola ma nonostante l’età Lourdes iniziò a essere per me una cosa speciale e unica che ogni anno bisognava ripetere, anche per il fatto che Lourdes “cambia” ogni anno. Quest’anno sono tornata dopo 4 anni di pausa per esigenze scolastiche e di forza maggiore, sono tornata con la voglia di donare tutta me stessa agli altri, agli ammalati, spendere tutte le mie forze in una settimana che è come se ti desse la carica per tutto l’anno! È un esperienza che consiglio a tutti perché davvero si vive una settimana intensa, ma la vivi condividendo e pregando insieme a persone con disabilità che ti donano una forza indescrivibile, ti fanno capire che la vita è un dono da vivere non da sprecare, ti fa capire che ognuno di noi, nel nostro piccolo riesce a donare un sorriso a altre persone… ed è questo che mi piace di Lourdes: vedere le altre persone felici per un tuo piccolo gesto! (Benedetta Zeni, 18 anni)

 

Un viaggio fuori dal comune
Ci sono delle esperienze, avventure, nella vitta che ci segnano profondamente, che cambiano inesorabilmente qualcosa in noi.
Voglio iniziare la mia relazione dicendo grazie, un grazie sincero e carico di emozioni molto forti.
Ho deciso di scrivere questi righe per parlare e invitare altri ragazzi, come me a sperimentare sulla propria pelle un esperienza indimenticabile, che porta ad accrescere la propria persona.
Nell’arco di quest’avventura, ho preso maggiore coscienza di quello che è la malattia, di come si vive un pellegrinaggio, delle persone che lo compongono e d’enorme quantità di emozione che si sperimenta, ho allargato i mei orizzonti e ho trascorso una settima intenza. Sono partita un po’ incerta e senza sapere a che cosa sarei andata incontro, ma, soprattutto, grazie all’aiuto, alla collaborazione degli altri adolescenti e dei mei amici, ho avuto l’opportunità di vivere al meglio questa esperienza. Ho conosciuto persone fantastiche, ho avuto l’occasione di essere fiera e orgogliosa di me stessa e di essere felice anche se stanca. Per questo motivo, invito tutti a vivere un pellegrinaggio di questo tipo perché le parole non possono spiegare tutto.
Certe emozioni forti non possono essere spiegate. Il pellegrinaggio a Lourdes dà l’opportunità di provare sensazioni, di crescere a livello personale e di provare un esperienze lontane dalla quotidianità. Spero di essere riuscita a trasmettervi, almeno in parte, tutto ciò che io ho provato a Lourdes.
Vorrei infine, ringraziare tutto coloro che hanno reso possibile questa esperienza: volontari pellegrini e in particolare gli organizzatori (il CVS e SODC) in collaborazione con la diocesi di Brescia. (Gaia 16 anni)

Pubblicato il 16 aprile 2018

 

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