Stretti nel ricordo di Anna Fulgida

Anna in casa sua nello studiolo dove accoglieva la gente
 
Anna in casa sua nello studiolo dove accoglieva la gente

Cadendo il 25° il anniversario della morte della Serva di Dio Anna Fulgida Bartolacelli numerosi ammalati e sani suoi devoti e figli spirituali e inoltre rappresentanti dei Silenziosi Operai della Croce, membri del Centro Volontari della Sofferenza dell’Emilia, dell’Unitalsi, del Movimento Comunione e Liberazione, delle Case della Carità e di altre associazioni impegnate a valorizzare la persona dell’ammalato, si sono stretti attorno ai membri della comunità di Montagnana (Mo) nella loro chiesa parrocchiale una volta tanto incapace di accogliere tutti.
La commemorazione ha avuto luogo sabato 21 luglio con qualche giorno di anticipo rispetto alla data del pio transito, avvenuto il 27 luglio 1993 nell’ospedale di Formigine con una celebrazione eucaristica presieduta da mons. Giuseppe Verucchi e concelebrata da diversi sacerdoti. È seguita la benedizione da parte dello stesso arcivescovo della casa abitata da Anna per quasi quarant’anni e ora completamente restaurata. Il vescovo celebrante amico e confidente della Serva di Dio durante la sua omelia si è soffermato proprio sull’apostolato profuso con tanta generosità da Anna Fulgida in questa casa rifugio per tante anime afflitte o disperate, luogo di formazione all’amore eroico in una profonda comunione con Dio e con Maria sua madre. Dio solo conosce i prodigi avvenuti tra quelle mura dove tante anime approdate nel buio più profondo sono poi uscite illuminate dalla grazia e consapevoli di una vocazione importante nella Chiesa.
Uno dei tanti regali che la serva di Dio ha voluto fare a tutti i suoi amici in questa circostanza è proprio relativo alla sua casa per anni abbandonata e ora riportata alla primitiva bellezza con una stanza che i nuovi proprietari, ben consapevoli di abitare in un luogo privilegiato, hanno voluto dedicare alla sua memoria.

Di Angelo Belloni

Pubblicato il 25 luglio 2018

 

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