Il Papa all’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO)

 

Sala Clementina Sabato, 13 aprile 2019

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che «La donazione di organi dopo la morte è un atto nobile e meritorio ed è da incoraggiare come manifestazione di generosa solidarietà» (n. 2296). In virtù della intrinseca dimensione relazionale dell’essere umano, ciascuno di noi realizza sé stesso anche attraverso la partecipazione alla realizzazione del bene altrui. Ogni soggetto rappresenta un bene non solo per sé, ma per l’intera società; da qui il significato dell’impegno per il conseguimento del bene del prossimo.
Rivolgendosi agli associati all’AIDO, papa Francesco ha ribadito che: “È importante promuovere una cultura della donazione che, attraverso l’informazione, la sensibilizzazione e il vostro costante e apprezzato impegno, favorisca questa offerta di una parte del proprio corpo, senza rischio o conseguenze sproporzionate, nella donazione da vivente, e di tutti gli organi dopo la propria morte. Dalla nostra stessa morte e dal nostro dono possono sorgere vita e salute di altri, malati e sofferenti, contribuendo a rafforzare una cultura dell’aiuto, del dono, della speranza e della vita. Di fronte alle minacce contro la vita, cui dobbiamo purtroppo assistere quasi quotidianamente, come nel caso dell’aborto e dell’eutanasia – per menzionare soltanto l’inizio e la fine della vita –, la società ha bisogno di questi gesti concreti di solidarietà e di amore generoso, per far capire che la vita è una cosa sacra.

Pubblicato il 17 aprile 2019

 

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