Don Michał Łos commuove il mondo

 

In 350mila sui social hanno visualizzato il video della prima Messa di don Michał Łos, 31 anni, malato terminale, ricoverato all’ospedale militare di Varsavia, che giovedì 30 maggio scorso ha emesso i voti perpetui come Figlio della Divina Provvidenza (Don Orione), e successivamente è stato ordinato diacono e sacerdote grazie alle dispense concesse da Papa Francesco.
“Nulla potrà mai separarmi dall’amare di Cristo Gesù”, ha affermato il giovane don Michał Łos: un vero e proprio “programma di fede” annunciato dal suo letto di ospedale nel corso della celebrazione della sua prima Messa. Sui social la sua storia ha fatto rapidamente il giro del mondo, perché don Michał è ricoverato per una grave malattia che, secondo i medici lascia poche speranze. Ed è stato proprio all’interno dell’ospedale che don Michał, chierico orionino
al momento del ricovero, ha emesso la professione religiosa perpetua nella Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza, entrando a far parte della Provincia “Madonna di Czestochowa”. Il suo sogno più grande, infatti, era poter celebrare la Santa Messa, per essere ancora più unito a Cristo, ed è stato papa Francesco a concedere tutte le dispense necessarie per la sua ordinazione diaconale e sacerdotale, così da permettere a don Michał di realizzare il suo sogno.

I frutti della sua testimonianza

La sua testimonianza di forza e di fede ha dato subito dei frutti concreti: tanti pazienti dell’ospedale oncologico di Varsavia, dopo aver conosciuto la notizia
dell’ordinazione di don Michał, hanno iniziato ad andare nella sua stanza per chiedere una benedizione, essere riconciliati con il Signore, oppure sentire un po’
del conforto che solo il Signore può dare. E anche nel resto del mondo tantissime persone, orionini e non solo, si sono stretti in preghiera intorno a don Michał.
Nella direzione generale della Congregazione, a Roma, una lampada accesa davanti all’immagine del beato don Francesco Drzewiecki, martire orionino a Dachau,
simboleggia la vicinanza di tutta la famiglia religiosa e a ricordare proprio una frase di San Luigi Orione: “Tutto si ravviverà, se porteremo ardente nelle mani e
alta nel cuore la lampada della carità di Gesù Cristo”.

Di Vatican News

Pubblicato il 31 maggio 2019

 

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