Quattro sogni per l’Amazzonia

 

Con l’esortazione apostolica postsinodale “Querida Amazonia” pubblicata il 2 febbraio u.s., papa Francesco ha ribadito ancora una volta la sua vicinanza al popolo amazzonico, che da anni soffre una sorta di abbandono da parte delle società più industrializzate con conseguente deterioramento della qualità di vita di coloro che abitano quelle zone così importanti dal punto di vista geopolitico. In particolare, al punto 7 dell’esortazione, papa Francesco esprime quattro suoi sogni – più che altro auspici – riguardo al polmone verde del mondo.

Scrive il Papa: “Sogno un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa. Sogno un’Amazzonia che difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana. Sogno un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste. Sogno comunità cristiane capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia, fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici”.

Questi 4 punti – o sogni che dir si voglia – sono un po’ il manifesto di questa Esortazione, nella quale vengono trattati temi di grande rilevanza etico-spirituale per la Chiesa universale tra i quali: l’aspetto missionario, nel quale si sottolinea l’importanza di non porre in essere una sorta di colonizzazione di quelle zone, ma aiutare e sostenere le popolazioni indigene affinchè riescano a trarre il meglio da se stesse; custodire le radici, promuovere incontri interculturali, salvaguardare l’ambiente e, non ultimo, preservare le culture minacciate e i popoli a rischio. Come afferma Papa Francesco: “la Chiesa è chiamata a camminare con i popoli dell’Amazzonia” e nel ringraziare i membri dei popoli originari ha rivolto loro una sorta di augurio auspicando che «Voi con la vostra vita siete un grido rivolto alla coscienza […]. Voi siete memoria viva della missione che Dio ha affidato a noi tutti: avere cura della Casa comune».

Si spera che, grazie anche a questo importante sinodo, scaturisca una maggiore sensibilizzazione riguardo i problemi che affliggono l’Amazzonia e i suoi abitanti. Devastare intere aree, sopprimendo vite umane e animali per soli fini utilitaristici rappresenta un crimine contro l’umanità, una totale mancanza di rispetto verso la sacralità della vita in tutte le sue forme così come ce le ha donate Dio.

Un documento da leggere e sul quale riflettere attentamente questo di Papa Francesco proprio per ristabilire quell’importante contatto con il creato troppo spesso dimenticato o dato per scontato ma che, tuttavia, richiede sempre è comunque l’attenzione di tutti.

Pubblicato il 13 febbraio 2020

 

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