Tra giraffe e ponti

 

La giraffa è l’immagine che ci ha consegnato don Emmanuel durante l’omelia di sabato 4 luglio, giorno della prima messa presieduta da don Michel nella chiesa della Direzione Generale dei Silenziosi Operai della Croce a Roma.

La giraffa è grande, è alta e lunga e, per fare in modo che tutto sia in equilibrio, (il collo in alto, i piedi piantati sulla terra), il cuore svolga bene la sua funzione di coordinatore di tutto il corpo. Così il sacerdote, chiamato a guardare in alto ma allo stesso tempo, a vivere in mezzo alla gente, deve educare il suo cuore ad appartenere a Dio se vuole dare linfa vitale alla Chiesa.

L’immagine del ponte, invece, ha accompagnato al riflessione della messa presieduta da don Marcellin nella domenica 5 luglio.

È stato don Marco Castellazzi, Viceresponsabile generale SOdC, a proporla per evidenziare ciò che la funzione sacerdotale condivisa con Cristo, Ponte tra Dio egli uomini. I ponti sono costruzioni che permettono di superare un divario e di favorire il passaggio da un punto all’altro.

Così il sacerdote, con la vita spirituale curata e formata dal vangelo, può essere un passaggio affidabile per portare gli uomini a Dio.

I due sacerdoti con commozione hanno pregato con le parole del rito che sono veri programmi di vita:

Ascolta, o Padre, la mia umile preghiera, e fa’ risplendere su di me la grazia del tuo Spirito, perché possa celebrare degnamente i tuoi misteri, servire fedelmente la tua Chiesa e amarti nella gioia dell’eterno amore. (Preghiera di Colletta)

O Padre che in questo santo convito mi hai dato la forza del pane eucaristico e la gioia del calice della nuova alleanza fa’ che io ti serva con costante dedizione e spenda la mia vita per la salvezza dei fratelli. (Preghiera dopo la Comunione)

 

 

Pubblicato il 6 luglio 2020

 

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