Durante l’Angelus Papa Francesco ha ribadito che i disturbi mentali non vengano discriminati o, peggio, dimenticati dalla collettività.

Citando la Giornata mondiale della Salute Mentale, ha ricordato i fratelli e le sorelle affetti da disturbi psichici e anche le vittime – spesso giovani – di suicidio, chiedendo preghiere per loro e per le famiglie “affinché non vengano lasciati soli né discriminati, ma accolti e sostenuti”.

Scriveva il Beato Luigi Novarese in un suo articolo pubblicato sull’Ancora nell’Unità di Salute datato 1980:

La preziosità della sofferenza degli ammalati psichici, sta nella loro particolare rassomiglianza alla sofferenza del Divin Salvatore, l’Innocente per eccellenza, che per amore verso l’umanità divenne, attraverso l’incarnazione, solidale con l’uomo, prendendo su se stesso tutte le colpe del genere umano per espiarle in sacrificio accetto di riparazione e propiziazione per la salvezza di tutti (II Cor 5,21): “ Colui che non conobbe peccato, Egli lo fece peccato per noi, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio”. […]

Nella categoria del sofferenti mentali il Cristo continua la sua passione, e siccome tra tutte le sofferenze quella che tocca la mente è la più profonda ed umiliante, il Cristo l’ha voluta espressamente soffrire e vivere, fino al termine della Sua passione; *Se sei Figlio di Dio, scendi dalla Croce” (Mt 27,40).

E questi cari fratelli nostri, anche se per la loro infermità vanno circondati da molta attenzione per la loro ed altrui salvaguardia, nulla a loro sminuisce la grandezza del loro sacrificio che mirabilmente li unisce al sacrificio dell’Innocente per eccellenza, Cristo Salvatore Nostro”.