Ogni domenica un versetto poetico. Per andare oltre il visibile. Perché le parole trasformano il mondo.
A cura di Maria Teresa Neato
Adriana Zarri (San Lazzaro di Savena, 26 aprile 1919 – Crotte di Strambino, 18 novembre 2010) è stata una teologa, giornalista, scrittrice e eremita.
Presso Gerusalemme mostrano il luogo da cui Ti saresti sollevato da terra; e mostrano la pietra su cui si sarebbero posati, per l’ultima volta, i tuoi piedi: una pietra che si sarebbe fatta soffice, tanto da conservare l’impronta di quel tuo ultimo passo. Forse era molle di pianto, quell’estrema porzione di suolo, calpestata da Te, per via di quella tua partenza che pareva lasciare il mondo orfano.
Ma Tu, Signore, non lasciavi la terra ma, in qualche modo, la portavi con Te.
Sì, lo portasti con Te quel calore di zolla, come un annuncio della risurrezione delle cose; altrimenti forse anche Tu saresti stato triste nel lasciarle.
Le portavi con te, Signore, ed entravi in un diverso modo di presenza. No, non Ti sei allontanato, quel giorno, ma Ti sei fatto prossimo a tutti: ormai sottratto al limite che è dell’uomo mortale ma che l’uomo glorioso può infrangere, e rendersi presente a tutti, sempre, ovunque.
La tua ascensione è l’inizio di questa tua presenza misteriosa, invisibile, per la quale attendiamo gli occhi nuovi che ci darai dopo la morte.
Certo, tra noi morituri e Tu risorto, c’è un anacronismo, una sfasatura di tempo e di stato, una diversità di situazione. Ma è giusto che sia così, se Tu devi essere il nostro primogenito e precederci nella terra dei vivi che non morranno più.
Perciò la tua ascensione resta velata da un’ombra di mestizia, ma è soprattutto un auspicio, una promessa, una profezia del futuro. Così vogliamo coglierla, Signore; e già lasciarci trasportare, misteriosamente, in Te, nel tuo regno infinito.
(La terra la portavi con Te)
Commento
È poco lontana dalla nostra casa “Mater Misericordiae”, quella pietra – affidata alla custodia dei musulmani – ora più che mai molle di pianto. Vi si celebra l’Eucaristia solo una volta l’anno, all’alba del giovedì dell’Ascensione, appena passato, e atteso vegliando tutta la notte in preghiera.
Adriana Zarri immagina una pietra così intrisa di lacrime, da esserne ammorbidita. Mentre noi, Fratelli Tutti che lasciavi quaggiù… continuiamo ad avere dura cervice, e cuori di pietra, invece che di carne! Così “solidi” nelle proprie chiusure… da far barriera anche all’accoglienza ed all’azione dello Spirito d’Amore che Tu, Signore per noi crocifisso e risorto, proprio da lì ci hai promesso! Nell’ultimo terreno Tuo tentativo di Dono. Quello che, solo, è in grado di farci capire OGNI COSA, e DIFENDERCI DA OGNI MALE… facendo di noi i Tuoi autentici Testimoni. Se solo riuscissimo, qui ed ora, a veramente SPALANCARTI le porte del nostro Cuore! Iniziando a vivere, sul serio, come chi sente e sa di averti ogni giorno accanto, anzi: dentro. E di essere TE, qui ed ora, per le strade e nel buio del Mondo.
Perché non sia resa vana la Tua “estrema” promessa d’Amore!


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