MISSIONE CHIRURGICA ORTOPEDICA -16 Novembre – 09 Dicembre2025 

Anche quest’anno abbiamo portato a termine la missione chirurgica a Mouda 

L’avvio non è stato dei più tranquilli a causa di disordini e proteste che si sono innescati dopo le elezioni. Alla fine, dopo varie perplessità, la situazione si è più o meno normalizzata e abbiamo potuto svolgere il nostro lavoro normalmente. 

Con questo sono 7 anni che mi reco in Camerun per la missione chirurgica. Sette anni sono stati sufficienti per poter notare alcuni cambiamenti soprattutto nella tipologia delle patologie che vengono alla nostra osservazione. 

Quest’anno, a parità di casi sottoposti a visita, non abbiamo riscontrato casi di piede torto strutturato o ginocchio recurvato. Nel caso del piede torto penso che la campagna che viene portata avanti da parecchi anni sulla prevenzione e cura precoce di tale patologia stia dando i suoi frutti. Quest’ anno abbiamo ancora visto alcuni casi sporadici di piede torto in fase iniziale che necessitano di interventi solo sulle parti molli (allungamento di tendini) e successiva correzione in gesso, ma non abbiamo dovuto intervenire con correzioni più radicali praticando osteotomie. Già l’anno scorso avevamo notato un netto calo nell’osservazione del piede torto strutturato dell’adulto. 

Quest’anno è anche scomparsa alla nostra osservazione, il ginocchio recurvato determinato dalla fibrosi del quadricipite causata dalla iniezione di Chinino eseguita, in questo muscolo, in età infantile. La fibrosi causata dal farmaco determina il mancato allungamento del muscolo durante la crescita ossea del femore e pertanto, la trazione sulla tibia, determina il recurvato di ginocchio che in qualche caso raggiungeva gradi molto elevati. Fortunatamente questa patologia, gravemente invalidante e solo in parte correggibile, sembra sia stata debellata grazie alla educazione sanitaria più capillare. Resta invariato il numero di casi, per la verità ridotto, di fratture non consolidate perché trattate con il così detto “metodo tradizionale” cioè metodi di contenzione delle fratture non sufficienti a garantirne la guarigione. Permane relativamente elevato il numero di bambini affetti da cicatrici retraenti ed invalidanti da esiti di ustioni, fortunatamente l’ospedale di Meschine, dove noi operiamo, è dotato di ottimo strumentario per prelievi di lembi dermoepidermici per i trapianti.   Abbiamo invece riscontrato, rispetto agli scorsi anni, un aumento di richieste di visite per problemi alla colonna. Non mi riferisco ai casi gravi, per fortuna relativamente rari, di traumi pregressi o infezioni esitati in paraplegie per danni midollari, ma a patologie degenerative della colonna lombare. Ritengo che tale incremento sia dovuto al fatto che negli ultimi due anni abbiamo trattato, anche chirurgicamente, casi di stenosi del canale vertebrale lombare. Questo ha probabilmente fatto sì che si diffondesse l’informazione che a Mouda si trattava anche la patologia della colonna. A questo riguardo vi sono ancora delle difficoltà di approccio soprattutto per la scarsa qualità dei sistemi di diagnosi che non sempre consentono una sicura indicazione dal punto di vista chirurgico. Si supplisce a tale limitazione effettuando trattamenti mediante infiltrazioni o fisiochinesiterapia. Sono nettamente aumentati i casi, che giungono alla nostra osservazione, di necrosi della testa del femore con conseguente grave artrosi. Non penso che tale patologia, in generale, sia in aumento, ma che la possibilità, offerta a Mouda, di intervenire impiantando protesi d’anca ad un costo accessibile, faccia sì che i pazienti, affetti da tale patologia, abbiano un punto di riferimento nella Fondazione Betlemme di Mouda.  

Nel volgere di qualche anno la tipologia di interventi è quindi cambiata e con il cambiamento sono cambiati anche i costi. Questo perché ad interventi che prevedono impiego di materiale a basso costo siamo passati ad impianti protesici che hanno un costo elevato. Inoltre ci facciamo scrupolo di utilizzare materiali di alta qualità in modo da garantire una lunga durata visto che gran parte dei pazienti sono molto giovani. 

Speriamo di poter continuare ad avvalerci del contributi generosi.