Lo sanno gli atleti dello sport; lo dovranno dimenticare gli atleti dello spirito?

Ascoltiamo ciò che San Paolo scrive ai Romani: “Gettiamo via l’opera delle tenebre, rivestiamo le armi della luce “ (13, 12). Non ci dispiaccia imporre a noi stessi qualche maggiore vigilanza, qualche astinenza da cose vane o tentatrici, qualche salutare e proficua severità in quelle piccole cose che rendono gli animi atti ad osare, all’occorrenza, cose grandi. Questa è la palestra della Quaresima, a tutti accessibile, all’insegna modesta della quotidiana pratica della abnegazione, alla luce folgorante della grande legge evangelica del morire per vivere, la legge del sacrificio, la legge della Croce. In perfetta linea con le direttive ricevuta dalla Chiesa con l’approvazione del nostro apostolato specifico, a noi piace, e questo riempie il nostro cuore di speranza e di gioia, ricordare sempre e a tutti che il nostro Apostolato è un Apostolato mariano e Cristocentrico: E’ mariano perché parte dagli interventi della Madre della Chiesa, fatti ai Suoi confidenti a Lourdes e a Fatima.

 

Il programma penitenziale presentato dalla Madonna a Lourdes ed a Fatima e da noi visto ed accettato, ci tocca in modo del tutto particolare e ci invita in questa Quaresima ad una seria e profonda meditazione.

La Madonna a Lourdes ed a Fatima non soltanto ha domandato la penitenza ma ha fatto compiere positivamente atti penitenziali.

Il richiamo della Madonna lo vediamo molto bene inquadrato nella liturgia quaresimale, “fate penitenza”. Chissà che il Signore non vi usi misericordia; vedendo il pianto sui vostri peccati, chissà che non dimentichi tutto quello che voi avete fatto.

 

Questo periodo quaresimale ci impegna dunque a personalmente vedere di fronte a Dio, a noi stessi ed alla Chiesa quale sia il nostro personale concetto sulla penitenza, quali i motivi da noi afferrati e determinanti per un sostanziale e continuo cambiamento di vita.