Giubileo della Misericordia e gli ammalati

 

Nella solennità dell’Immacolata Concezione, papa Francesco apre la Porta Santa. L’Anno Santo “sia per tutti i credenti un vero momento di incontro con la misericordia di Dio… sia esperienza viva della vicinanza del Padre, quasi a voler toccare con mano la sua tenerezza, perché la fede di ogni credente si rinvigorisca e così la testimonianza diventi sempre più efficace” (Lettera di Papa Francesco per concedere l’Indulgenza).
L’Anno Santo della Misericordia rappresenta una feconda occasione di conversione della nostra ‘mentalità’. San Giovanni Paolo II affermava che laddove l’uomo pensa di aver definitivamente fallito, l’amore misericordioso permette un nuovo inizio (cfr. Dives in misericordia 6).

La persona che si trova a fare i conti con la sofferenza e il dolore riveste un ruolo centrale per l’educazione alla misericordia, ci conduce ad assumere lo stile di vita della cura e della gratuità, porta con sé un preciso modo di guardare alla vita e genera cultura.
Ed è lo stesso Papa Francesco che ha una parola specifica per il modo di come anche i sofferenti possono vivere il Giubileo: “Penso, inoltre, a quanti per diversi motivi saranno impossibilitati a recarsi alla Porta Santa, in primo luogo gli ammalati e le persone anziane e sole, spesso in condizione di non poter uscire di casa. Per loro sarà di grande aiuto vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che nel mistero della sua passione, morte e risurrezione indica la via maestra per dare senso al dolore e alla solitudine. Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la comunione o partecipando alla santa Messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione, sarà per loro il modo di ottenere l’indulgenza giubilare” (Lettera di Papa Francesco per concedere l’Indulgenza).

Accogliamo il Giubileo come dono di grazia per noi, per la Chiesa e per l’umanità intera. La pratica delle opere di misericordia corporali e spirituali generino in noi atteggiamenti e gesti che rinnovino i nostri cuori, secondo il cuore di Dio.

Pubblicato il 7 dicembre 2015

 

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