Procede la Staffetta della speranza

 

Continua la Staffetta della Speranza, suscitando interesse e curiosità da parte dei fedeli che si avvicinano per osservare, guardare e chiedere il significato della presenza della Teca con le Stampelle di legno e il quadro del beato Luigi Novarese che – dicono – da lontano sembra raffigurare san Giovanni Paolo II.

Testimonianza – La staffetta della speranza continua dopo la pausa estiva

Quando a Re il 23 settembre 2017, Giuseppe ed io abbiamo preso in consegna la Teca con le Stampelle che sorreggevano negli anni della malattia il nostro Padre e Fondatore, il Beato Luigi Novarese, non pensavamo di percorrere con essa tantissimi chilometri per portarla da una città all’altra e in vari paesi del Piemonte.

Con l’incontro Regionale del 24 settembre ad Alba, si è dato il via alla Staffetta della Speranza,  tanti fratelli e sorelle civuessini dei vari CVS del Piemonte si sono impegnati contattando i vescovi, i sacerdoti, i malati che avessero il desiderio di ospitare per alcuni giorni o anche per alcune ore la reliquia a noi tanto cara.

Sono trascorsi molti mesi, dove abbiamo vissuto emozioni forti e conosciuto tantissime persone che avevano addirittura incontrato il giovane sacerdote Luigi a Re o in altri luoghi e altre persone che non avevano mai sentito parlare del Beato Novarese e che sono stati affascinati dalla sua storia.

Alcune ci hanno ringraziato per aver dato loro l’opportunità di conoscere la nostra realtà associativa e ci hanno chiesto di ritornare a parlare del Beato Luigi, proponendoci magari di  iniziare con loro un cammino all’interno della loro parrocchia.

La Staffetta della Speranza non è terminata, come si pensava, con l’ultimo incontro e con la celebrazione Eucaristica presieduta dal vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nella Basilica del Sacro Cuore al Valentino sabato 16 giugno.

Successivamente la Teca è stata portata nella comunità dei SOdC a Moncrivello nel Santuario della Beata  Vergine del Trompone, dove è stata esposta il 24 giugno per l’occasione delle “Tromponiadi” che ha visto per il terso anno consecutivo giovani disabili e non impegnati per una giornata di solidarietà.

In seguito per la pausa estiva la Teca è stata trasferita a Re, in occasione dell’incontro del CVS 2.0 che ha coinvolto dal 15 al 20 luglio, circa 170 tra bambini, adolescenti, giovani e ragazzi del Gruppo attivo, nell’attesa di proseguire il suo cammino verso altri luoghi di Torino e dintorni e per la città Aosta che non ha potuto aderire prima ma si sta’ preparando per accoglierla.

Anche  a Moncalvo (At) paese natio del biografo Mauro Anselmo, il parroco don Giorgio Bertola ha dato la sua disponibilità ad accoglierla dopo la metà di ottobre, nel Santuario Madre Teresa di Calcutta ex chiesa Madonna delle Grazie, dove si svolgeranno alcuni incontri per presentare la figura del nostro Beato.

Di sicuro ci saranno anche altri luoghi dove riusciremo a portare la Reliquia prima di concludere definitivamente la Staffetta della Speranza in Piemonte e Valle  d’Aosta.

Si chiuderà questo grande evento ma certamente si aprirà un nuovo spiraglio di Speranza per tutte le realtà associative e non che abbiamo incontrato e per tutte le persone che ci hanno regalato momenti di gioia, felicità e tanto amore.

Il Beato Luigi Novarese è stato riscoperto anche grazie a questa Staffetta in Piemonte, ma dobbiamo ancora con il suo concreto aiuto spirituale rafforzare il nostro cammino Apostolico per raggiungere i tanti sofferenti che non hanno ancora sentito parlare del suo carisma e della sofferenza offerta. (Giovannina Vescio – coordinatrice CVS Piemonte)

Testimonianza del CVS di Casale

Alla Cascina Serniola, Casale Monferrato, casa natale del beato Luigi Novarese

Domenica 20 maggio 2018  le stampelle della speranza fanno il loro arrivo alla cascina Serniola, ad accoglierle i ragazzi del gruppo attivo con gli adulti.

L’emozione era tangibile e subito la preghiera ha sottolineato con calore il piccolo e semplice gesto di deporle all’interno della casa. Con una rappresentazione il ragazzi hanno messo in scena il periodo della malattia del piccolo Luigi. Dopo la celebrazione Eucaristica, le stampelle sono state portate presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù al Valentino. Nelle tre sere del triduo che precede la festa di Maria Ausiliatrice  dopo la recita del rosario il parroco ha letto alcuni passi  sulla vita del beato Novarese sottolineando come mons. Novarese sia legato alla figura del beato Filippo Rinaldi e ai suoi ragazzi dell’oratorio al quale si rivolge fiducioso chiedendo preghiere a Maria Ausiliatrice a cui lui e la mamma si rivolgevano sempre.

 

Le stampelle della speranza presso la casa di riposo di Casale Monferrato

Domenica 3 aprile le Stampelle della speranza hanno fatto tappa presso la Casa di Riposo di Casale M.to. per la messa celebrata dal cappellano don Eugenio Portalupi.

Gli ospiti attendevano le stampelle perché ne avevano sentito parlare da Teresa e Regina, due sorelle degli ammalati che ogni quindici giorni si recano a far loro visita. In questi incontri ci si intrattiene con loro ma anche si prega e si cerca di far conoscere il carisma del Beato Novarese.

Era presente anche Fortunata, una signora di 94 anni che ha conosciuto mos. Novarese sin dagli inizi e ama raccontare episodi vissuti insieme a lui.

Moltissime le persone che hanno partecipato, presenti anche i famigliari e i collaboratori della casa di riposo che intrattengono gli ospiti in attività varie.

Don Eugenio ha accolto le stampelle con parole emozionanti , invitando tutti i presenti a rivolgersi nella preghiera al beato offrendo si il proprio dolore ma anche affidandosi per sua intercessione al Cristo Risorto. Al termine della messa sono state distribuite le immaginette del beato Luigi Novarese e insieme si è pregato con la sua preghiera. Desidero sottolineare un’emozione forte provata quando una figlia con il padre affetto da grave malattia e costretto a letto, avvicinandosi con gli occhi umidi e la voce insicura mi ha detto: “Io non conosco il beato Novarese ma avrei piacere di avere una immaginetta da mettere sul comodino di mio papà”. Piccole e semplici testimonianze che vanno dritte al cuore e che porteranno certamente frutto.

 

Chiesa parrocchiale San Giovanni Battista di Casale Popolo

Domenica 3 giugno, Solennità del Corpus Domini, nella Chiesa parrocchiale “San Giovanni Battista” di Casale Popolo sono state portate le stampelle di mons. Novarese.

Un’occasione davvero speciale in questa ricorrenza per far conoscere il sacerdote casalese alla comunità di Casale Popolo che già vede un gruppo ristretto di appartenenti al Centro Volontari della Sofferenza che mensilmente s’incontrano nei locali parrocchiali.

Durante la celebrazione eucaristica, il parroco don Taddeo Rapala, che ha pregato per tutti gli anziani e ammalati della parrocchia, ha ricordato proprio la figura di monsignor Novarese. Prendendo spunto dalla riflessione del cardinal Bertone durante la celebrazione di beatificazione del 2013, ha ribadito come Monsignore, dedito agli ammalati e ai disabili, sia diventato lui stesso immagine vivente di Colui che è Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione; lui ha voluto con la sua opera che la rassegnazione e il pietismo negli ammalati sparisse affinché loro stessi diventassero soggetti attivi nell’evangelizzazione contrassegnata proprio dal dinamismo della consolazione.

La festa è poi continuata nel salone dell’oratorio in cui si è svolto il pranzo offerto dalla parrocchia condividendo un momento di fraternità tutti insieme.

 

Alla cappella dell’ospedale S. Spirito

L’8-9-10-giugno le stampelle della speranza sono giunte alla cappella dell’Ospedale cittadino, accolte venerdì dal cappellano ospedaliero e assistente diocesano del CVS, don Claudio Cipriani. Nella solennità del Sacro Cuore di Gesù, in questo giorno molto significativo anche per mons. Novarese, come ha sottolineato don Claudio, per la grande devozione che aveva verso il Sacratissimo Cuore di Gesù. Dopo l’accoglienza si è proseguito con l’Adorazione Eucaristica e con la S. Messa.

Sabato preghiera del Santo Rosario, celebrazione eucaristica concelebrata da don Luigino Garosio e al termine lo scoprimento e la benedizione dell’immagine del Beato Novarese  collocato nell’antistante atrio della cappella.

Da don Claudio è stata preparata anche una reliquia del nostro Padre fondatore che i fedeli hanno potuto venerare. L’emozione è stata molta e rimarcata molto bene da don Claudio dicendo l’importanza della presenza di mons. Novarese proprio in questo luogo, l’ospedale di Casale, dove sicuramente Monsignore si sarà recato spesso a far visita ai malati.

Al termine della cerimonia ha lasciato un compito a tutti i presenti dicendo che sarebbe bello che qui nella sua città natale, ognuno si facesse promotore con il proprio parroco affinché in ogni chiesa possa essere presente un immagine del beato per la preghiera personale di ognuno.

Domenica con la messa del mattino si è concluso questo triduo intenso di preghiera e devozione. Molta la partecipazione in tutti i tre giorni con la presenza anche di alcuni ammalati ricoverati.

Le parole di don Claudio sull’opera del beato Luigi Novarese sono state chiare e dirette al cuore di ognuno, dimostrando una grande devozione verso il beato. Ha descritto con fervore il significato del pellegrinaggio delle stampelle della speranza esortando più volte a rivolgersi a lui per la sua intercessione presso il Padre. Agli ammalati ha detto:  “affidatevi a lui con speranza perché come voi Luigi Novarese ha provato su stesso il dolore e ha sperimentato la gioia della guarigione per intercessione della beata Vergine Maria.”

Al termine ha chiesto preghiera per i Silenziosi Operai della Croce  e per il Centro Volontari della Sofferenza perché si possa continuare l’opera e portare a quanti più possibile questo messaggio di speranza e di salvezza.

Si sono conclusi così questi tre giorni dove la presenza del beato è stata tangibile e mi piace concludere con questa immagine lasciata sempre dal nostro assistente. “Guardate il quadro, vedete che gli occhi sono rivolti verso l’altare al Santissimo Sacramento. Questo ci deve far pensare che le nostre preghiere per intercessione del beato Luigi Novarese sono sicuramente giunte al Sacro Cuore di Gesù”.

DALLA CHIESA DI SAN GIACOMO DI GRUGLIASCO A PINEROLO

Nel racconto di Giovannina e Giuseppe

Sabato 14 aprile, alle 20, 30 ci siamo incontrati davanti alla parrocchia dello Spirito Santo con Andrea Grosso e Ives Coassolo, per portare insieme la Teca con le Stampelle del Beato Luigi Novarese al Noviziato Salesiano “ Sacro Cuore di Gesù” di Monte Oliveto – Pinerolo, in provincia di Torino. Ci hanno accolto in chiesa alcuni novizi ed abbiamo sistemato la Teca a lato dell’altare. Don Pietro Migliasso, direttore e maestro dei novizi, ha dato inizio all’incontro di preghiera ed adorazione.

Al termine sono stati invitati Andrea e Ives ha spiegare alcuni punti importanti della vita del Beato Luigi, precisando che il 17 maggio 1931 era stato dichiarato miracolosamente guarito a seguito di alcune novene recitate dai ragazzi del Valdocco per intercessione di San Giovanni Bosco e dell’Ausiliatrice. Alcuni giovani poi hanno chiesto informazioni in merito.

La Teca è stata lasciata in consegna ai novizi che all’indomani l’hanno portata alla chiesa Santo Spirito.

 

PARROCCHIA SANTO SPIRITO

Testimonianza di Anna – CVS Pinerolo

Nella chiesa Santo Spirito, la parrocchia che frequento, siamo già attivamente impegnati con un gruppo d’Avanguardia da alcuni anni e abbiamo già organizzato alcuni incontri di formazione negli anni passati.

Domenica 14 aprile, è stata una giornata fantastica e non credevo ai miei occhi quando ho visto la chiesa gremita di fedeli.

Il parroco don Livio Recluta, oltre ad averci permesso l’esposizione della Teca, durante la Santa Messa ha dato la parola Graziella Paderno di Palestro che ha raccontato la sua storia e il miracolo che ha ottenuto grazie alle preghiere rivolte a mons. Luigi Novarese.

Infatti nel 2011 la chiesa ha riconosciuto l’avvenuta guarigione e il nostro Padre Fondatore è stato Beatificato l’11 maggio 2013.

Mi auguro con tutto il CUORE che dopo tanta fatica si possano raccogliere i frutti e che queste stampelle che stanno percorrendo le varie diocesi del Piemonte siano non solo segno di Speranza ma qualcosa in più: la speranza di un cammino di fede, la speranza di un amore incondizionato, la speranza di essere sempre e comunque soggetti attivi.

 

NELLA CAPPELLA “SS. CROCIFISSO” OSPEDALE “G. AGNELLI” PINEROLO

Il cappellano don Giuseppe Rizzo, ha organizzato tre momenti di preghiera nella cappella “SS. Crocifisso”, esponendo anche la locandina in vari punti dell’ospedale affinché chi desiderasse conoscere e pregare il beato Luigi Novarese poteva partecipare alle funzioni.

Tanti gli appuntamenti che si sono svolti con protagonista il nostro Padre fondatore. Mercoledì 18 aprile ore 16,00 Santo Rosario meditato con le riflessioni del Beato Luigi Novarese, ore 16,30 Santa Messa e riflessione sul Centro Volontari della Sofferenza.

Giovedì 19 alle ore 15,30 Adorazione Eucaristica per e con gli ammalati.

Ore 16,30 S. Messa riflessione sul senso cristiano della sofferenza.

Venerdì 20 alle ore 16,00 Santo Rosario meditato con delle riflessioni del Beato Luigi Novarese. Ore 16,30 Santa Messa, riflessione e presentazione della figura del Beato e congedo della Reliquia.

I tre momenti celebrativi sono sempre stati seguiti e partecipati da Anna, Andrea e da alcuni membri dell’associazione che hanno sostenuto i responsabili dimostrando loro tanto affetto ed orgoglio per avere avuto anche la possibilità di pregare il Beato nella cappella dell’ospedale, dove passano ogni giorno tanti ammalati e parenti che assistono i loro cari, cercando conforto e sostegno.

Durante l’ultima funzione il cappellano fra Carlo e il diacono Giuseppe hanno parlato del carisma del beato Luigi e hanno lasciato la parola ad Andrea e Anna che hanno raccontato la loro esperienza nel CVS, lui da disabile e lei da sorella degli ammalati.

 

PARROCCHIA DI ROLETTO, NATIVITÀ DI MARIA VERGINE

Sabato 21, la Teca è giunta nella chiesa “Natività di Maria Vergine” a Roletto (To). Alle ore 18 è stata presieduta la celebrazione Eucaristica dal Vescovo mons. Derio Olivero, giunto nella nostra diocesi il 15 ottobre 2017, pur non conoscendo ancora la nostra realtà associativa ha approvato la presenza della Teca con le Stampelle nel territorio Pinerolese.

 

LA STAFFETTA A PINEROLO CONTINUA

Dopo il passaggio di due giorni a Roletto, la Teca è stata portata lunedì 23 aprile a Casa Nazareth, dove vivono le suore anziane dell’ordine di San Giuseppe di Pinerolo che hanno accolto con gioia le stampelle e gli aderenti al CVS.

 

A CASA DI ANNA

Che emozione! Martedì 24 aprile la Staffetta della speranza è arrivata nella mia casa. Ci siamo riuniti insieme con tutto il nuovo consiglio diocesano e abbiamo pregato come ci ha insegnato il Beato Luigi Novarese affidandoci e affidando il nostro cammino pastorale alla Vergine Maria.

Alla fine del nostro incontro non potevamo che ringraziare il Beato con la preghiera della Salve Regina che lui tanto amava.

 

25 APRILE A TORRE PELLICE

Nel racconto di Giovannina Vescio, coordinatrice CVS Piemonte

Alle ore 10,30 le Stampelle della speranza sono state presentate alla comunità alla comunità di Torre Pellice. Don Manuel e don Fabiano sono rimasti entusiasti del carisma del nostro Beato Luigi Novarese. La Santa Messa è stata celebrata da don Manuel, che ha fatto una bellissima omelia. Dopo ha dato la parola ad Andrea e Ives che hanno approfondito alcuni punti importanti della vita del Beato.

Più tardi ricevo un messaggio e resto stupita da ciò che stavo leggendo: “sono Franca e abito a Cumiana, c’ero anch’io a Torre Pellice e mi piacerebbe avere le stampelle a casa mia”.È proprio vero la Madonna che tanto ha accompagnato il piccolo Luigino nel suo cammino, adesso sta accompagnando noi.

 

CASA DI RIPOSO “PRO SENECTUTE” – LUSERNA SAN GIOVANNI

Sabato 28 aprile, alla casa di riposo “Pro Senectute” abbiamo vissuto un’altra fantastica esperienza, ma la cosa più bella e importante è che abbiamo portato non solo le stampelle ma la speranza e la gioia di un sorriso. Tutti ci hanno accolti con tanta disponibilità e tanto amore. Alle ore 17 è stata celebrata la Santa Messa che abbiamo animato con alcuni nostri canti.

In questa casa di riposo, è ricoverata Ilda, nostra civuessina doc iscritta dal 1998, ed è stata molto contenta di rivederci.

Noviziato Salesiano Sacro Cuore di Gesù Monte Oliveto Pinerolo

Chiesa Santo spirito Pinerolo

Cappella SS Crocifisso ospedale Pinerolo

Chiesa di Roletto Natività di Maria Vergine

Casa Nazareth Pinerolo

Casa di Anna Pinerolo

Luserna San Giovanni Casa di riposo Pro Senectute

La Staffetta della Speranza continua da Saluzzo (CN) a Moncrivello (VC)

Mercoledì 4 aprile , ci siamo trovati io e Giovannina ad Osasco piccolo paesino vicino Pinerolo con  Luisella e Massimo responsabili civuessini della Diocesi di Saluzzo, per riprenderci  la preziosa  Teca.

Erano felicissimi  e molto soddisfatti della bella esperienza vissuta, ci hanno raccontato  brevemente i momenti significativi che hanno accompagnato il passaggio della Staffetta della Speranza nella loro Diocesi.

 

SANTUARIO DEL TROMPONE – MONCRIVELLO (VC)

Giovedì 5aprile,  nel tardo pomeriggio la teca è stata portata al Santuario della Beata Vergine del Trompone a Moncrivello (VC).  D’accordo con il rettore, don Giovanni Giuseppe Torre e la comunità dei Silenziosi Operai della Croce, si era deciso di esporla per la festa del Santuario stesso.

Alle ore 20, sono iniziati gli incontri celebrativi come ogni anno, per ricordare l’apparizione della Madonna avvenuta la prima domenica dopo Pasqua nel 1562, con la Santa Messa  per accogliere la reliquia di 2° grado del Beato Luigi Novarese, officiata da don Giovanni Giuseppe Torre, concelebrata da padre Alfonso Catanese e con la presenza di don Alberto Carlevato. Subito dopo la comunione è iniziato il rito di accoglienza delle “Stampelle della felicità”, così è stata definita dalle sorelle della comunità.

Mentre si cantava il Magnificat,  Giuseppe del CVS di Torino ha portato e sistemato la Teca davanti all’altare. Grande è stata l’emozione di alcuni partecipanti che al termine della funzione  si sono avvicinati per toccarla e chiedere informazioni.

In seguito, oltre ad averla esposta in altri luoghi della Casa di cura dedicata al Beato Luigi Novarese, la Teca con le Stampelle è stata collocata per le altre celebrazioni nel Santuario vicino al busto del Beato. Domenica 8 aprile la funzione Eucaristica delle 10,30 è stata presieduta da don Janusz Malski, moderatore generale dei SodC, mentre nel pomeriggio alle 16 la Santa Messa è stata celebrata dal Vescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo. Al termine della funzione alcuni malati sono stati portati a vedere da vicino le Stampelle e alcuni rappresentanti del CVS hanno dato chiarimenti e  consegnato la locandina con la spiegazione della Staffetta.

 

DA MONCRIVELLO (VC) A GRUGLIASCO (TO)

Nel racconto di Giovannina Vescio – CVS Torino

Alcuni mesi fa, ho inviato un’e-mail al diacono Carlo Guglielmin della chiesa di San Giacomo a Grugliasco (TO) che avevamo conosciuto alcuni anni fa tramite Maria Teresa Avanzi, una cara Volontaria della Sofferenza che lo aveva invitato a un nostro incontro. Carlo, oltre ad essere un bravissimo diacono molto attento alle necessità dei fedeli, è anche un bravissimo prestigiatore. Mentre esegue i suoi giochi di prestigio fa anche catechesi. Dopo avergli inviato la locandina e spiegato brevemente chi era il Beato Luigi Novarese, il diacono ne ha parlato con il parroco, don Paolo Resegotti, che ha dato il permesso di esporre la teca, così abbiamo deciso di portarla, venerdì 13 aprile, per la funzione e preghiera per tutti i malati.

Alle ore 16 ad attenderci davanti alla chiesa di San Giacomo a Grugliasco, c’era il diacono Carlo con alcuni parrocchiani che ci hanno aiutati a sistemare la Teca davanti all’altare.

Più volte nei giorni precedenti era stato accennato del nostro arrivo ed era stata appesa la locandina in bacheca, anche in altre parrocchie limitrofe. La chiesa si è riempita e sono arrivati anche alcuni fratelli da Torino per la recita del Santo Rosario animato con i testi tratti dal libretto  “La dolce catena che ci lega a Dio”.

Dopo aver spiegato il motivo della staffetta e la nostra presenza nella loro comunità, ho raccontato la vita del Beato, hanno ascoltato con molto interesse, facendo alcune domande. Una signora è  intervenuta dicendo che aveva frequentato il CVS 50 anni fa’ e che poi essendosi sposata ha smesso di partecipare agli incontri.

La recita del Santo Rosario è stata dedicata a tutti i malati della comunità, ai nostri volontari  a Papa Francesco  e alle vocazioni, accendendo vari dei lumini sull’altare.

Per questa occasione  Carlo ci ha dato ha permesso di cantare tra una decina e l’altra il ritornello di “Fammi Credere”.

Al termine, dopo aver recitato il Salve Regina, come saluto finale abbiamo cantato Salve Regina Sorella.

Moncrivello

Guagliasco

La Staffetta della Speranza continua da Voghera a Saluzzo (Cn)

“Dopo la bellissima giornata del 18 marzo con gli amici della Diocesi di Tortona – spiega Giuseppe Pellerino, CVS di Torino, abbiamo ripreso la Teca per consegnarla ai responsabili del Centro Volontari della Sofferenza di Saluzzo, Massimo e Luisella, che ci hanno raccontato brevemente il loro programma ed hanno rievocato un’altra iniziativa che era stata fatta per i 50 del CVS: il passaggio della Lampada da una Diocesi all’altra”.

 

 

Staffetta della Speranza oratorio di Busca

Nella testimonianza di Massimo Bonardo, Responsabile CVS Saluzzo

Lunedì 26 marzo le stampelle hanno fatto tappa presso l’oratorio di Busca (CN), diocesi di Saluzzo, per presentare la figura di mons. Luigi Novarese ai ragazzi che il 14 aprile riceveranno la Cresima. In preparazione a questa data importante, il 3 aprile parteciperanno ad un incontro diocesano a Colle Don Bosco. Come preparazione ed introduzione a questo incontro, le catechiste hanno proposto un filmato sul sogno di don Bosco; da qui un primo collegamento perché anche mons. Novarese, come i nostri ragazzi, doveva scegliere quale strada seguire, se la talare bianca o la talare nera. Sono poi state sottolineate altre corrispondenze tra la vita di don Bosco e il beato Luigi Novarese: l’importanza di avere una mamma che insegna insistentemente la fede e soprattutto la devozione alla Madonna, tutti e due originari delle nostre terre e con una storia rurale alle spalle, umile ed attaccata al lavoro. Si è insistito sull’importanza di fermarsi a pregare ed affidare tutto alla Mamma del Cielo, soprattutto nelle difficoltà, e sul fatto che non sempre le difficoltà vengono per nuocere, ma a volte per aprirci gli occhi e reindirizzare la nostra vita.

Abbiamo presentato il CVS utilizzando parte del video “Un uomo avanti”, spiegando che i Volontari della Sofferenza non cercano la sofferenza, ma decidono liberamente di viverla positivamente unendola a quella di Cristo in croce, per offrirla alla Madonna per la conversione dei peccatori, come Lei stessa ha richiesto nelle apparizioni a Lourdes e Fatima.

Alcuni di questi ragazzi avranno la possibilità di partecipare al pellegrinaggio a Lourdes e quindi di mettere a disposizione di ammalati ed anziani il loro entusiasmo, la giovinezza, la testimonianza e anche le loro mani e le loro gambe ringraziando per la ricchezza che hanno ricevuto. Saranno spronati a FARE, come diceva la mamma di Luigino “se vedi qualcosa da fare e nessuno la fa Tu falla per primo, fosse anche pulire il muro esterno della chiesa da inginocchiato”.

Le stampelle, simbolo di guarigione, sono state accomunate alla croce di Gesù Risorto, simbolo di rinascita e di vita, perché unendo le nostre sofferenze a quelle di Cristo in croce, con lui possiamo rinascere a vita nuova. La vita non muore con la sofferenza, se affrontata positivamente può essere mezzo di crescita e di redenzione.

È stato molto bello notare l’interesse generale e speriamo che il seme porti frutto.

 

La presenza del beato Luigi Novarese nella diocesi di Saluzzo

Nella testimonianza di Nadia Mattalia Settore Giovani

La Staffetta della Speranza è arrivata anche nella nostra Diocesi per una settimana e noi siamo orgogliosi di ospitare le Stampelle reliquia del nostro amato Fondatore. Mercoledì 28 marzo 2018 le stampelle hanno fatto tappa presso la Casa di Riposo di Sanfront. Abbiamo presentato l’Associazione agli ospiti della struttura, suscitando interesse e curiosità da parte di simpatizzanti presenti, alcuni si sono avvicinati per osservare, guardare e chiedere il significato della presenza della teca con le Stampelle di legno e il quadro del beato Novarese.

Le Stampelle sono il segno della guarigione avvenuta del nostro Fondatore che ha poi deciso in segno di ringraziamento di diventare sacerdote per occuparsi dello Spirito dei Malati.

Abbiamo potuto ascoltare per mezzo della voce di Bruna che all’interno della nostra Diocesi sono presenti due piccoli gruppi a Verzuolo. Un gruppo intitolato a Maria Regina della Famiglia si ritrova il primo sabato di ogni mese nella casa di riposo del paese e il secondo gruppo intitolato a Maria Regina Addolorata si ritrova una volta al mese a pregare nelle case.

Successivamente Attilia ci ha portato la sua testimonianza ed esperienza all’interno del gruppo presente a Saluzzo, nato attorno a una sua cara amica ammalata che aveva fatto l’esperienza degli Esercizi Spirituali a Re.

Infine Massimo, in qualità di Responsabile Diocesano, ha raccontato la nascita del Settore Giovanile del CVS a Busca.

Abbiamo poi presentato la rivista dell’Associazione “L’Ancora” e lasciato qualche copia nella struttura e recitato con loro il Santo Rosario.

Le Stampelle sono giunte nella nostra Diocesi proprio nella Settimana Santa e questo mi permette di fare il seguente paragone: Esse sono il simbolo della passione, la Pasqua è la guarigione di mons. Novarese e la Risurrezione è la Beatificazione di Novarese.

È stata un’occasione per scoprire questo Beato del nostro tempo e per riflettere sul senso della sofferenza umana.

 

Testimonianza di Raffaella Sara

Le Stampelle nella “Casa di riposo S.S. Annunziata” di Busca

Lunedì 2 aprile le stampelle di monsignor Luigi Novarese sono state presso la Casa di Riposo “S.S. Annunziata” di Busca. E’ una grande gioia, perché si é avvertita la presenza del Beato che continua ad accompagnare la sua opera sgorgata dal suo cuore sacerdotale. Di fronte a tanti anziani e al reverendo don Marco è stato tratteggiato il cammino spirituale di Monsignore.

Don Marco ha introdotto e concluso l’incontro con una preghiera rivolta al Beato Novarese che sottolineava l’importanza di valorizzare la sofferenza e di guardare alla Resurrezione di Cristo.

Penso che sia stato monsignor Luigi Novarese ad averci voluto donare le sue stampelle proprio in questi giorni per ricordarci sempre che la sofferenza è una moneta da spendere bene. Qual è il posto per noi sofferenti? Siamo semplicemente spettatori o possiamo anche essere animatori e sostenitori? Siamo soggetti attivi, avvertiamo il bisogno di far sentire a tutti che siamo membra vive e operanti della società. Gesù ci chiede di unire le nostre sofferenze alle sue per trasformarle in amore.

Il beato Luigi Novarese, con il suo apostolato, invita a valorizzare il dolore facendolo corrispondere al grande prezzo di riscatto col dolore di Gesù in croce. Siamo invitati ad essere uomini e donne di speranza nell’amore verso Cristo da riversare sull’umanità e sulla Chiesa. L’amore che riceviamo dal Signore ci aiuta a superare le nostre solitudini, le nostre sofferenze. Monsignor Luigi Novarese, dunque, ha aiutato a capire che ogni uomo ha il suo posto nella vigna del Signore e ciò vale anche per gli ammalati. Il loro contributo nella Chiesa è grande, anche se non possono muoversi dal loro letto o dalla loro carrozzina. Il malato è apostolo del Vangelo della sofferenza e la Chiesa ha bisogno di loro.

Alcune frasi, che gli ammalati hanno potuto ascoltare, pronunciate dai Papi sulla valorizzazione della sofferenza, sono riportate nel video che abbiamo visto insieme come quelle di Papa Giovanni Paolo II: “La sofferenza è una vocazione ad amare di più; è una chiamata misteriosa a partecipare dell’infinito amore di Dio per l’umanità; quell’amore che ha portato Dio ad incarnarsi e a morire inchiodato alla Croce. Ricordati che la tua sofferenza è evangelizzatrice. Ricordati che la tua sofferenza è santificatrice. Ricordati, infine, che la tua sofferenza è redentrice.”

Abbiamo poi recitato il Santo Rosario per affidarci alla nostra Mamma Celeste e per ringraziare il Signore delle opere del Beato Novarese.

Oggi abbiamo cercato di trasmettere quanto Egli ha voluto realizzare, ma ci sentiamo impotenti. “Intercedi presso il Padre affinché anche in questa casa di riposo siano aiutati da te a sentirsi pietre vive, membra attive per diffondere amore”.

Ringraziamo ancora per la calorosa accoglienza e la disponibilità dei volontari per la buona riuscita dell’incontro.

Busca (Cn)

Saluzzo (Cn)

Prosegue la Staffetta della speranza

 

da Malanghero (To) ritorna su richiesta del Responsabile Davide Vecchio nella Diocesi di Asti.

 

“Negli ultimi dieci giorni, abbiamo partecipato a vari momenti celebrativi, vissuti con gioia e serenità e ringraziando il Signore di questa grande opportunità che ci ha dato – spiega la coordinatrice regionale Giovannina Vescio. Lunedì 5 marzo ci siamo trovati nella chiesa di San Grato a Malanghero, con Bruna che ci ha consegnato la teca e il quadro del Beato Luigi Novarese e ci siamo recati ad Asti”.

 

Martedì 6  marzo

Testimonianza di Suor Maria Teresa, del Pensionato di Santo Stefano

 

Siamo nella residenza per anziani “Pensionato di Santo Stefano”, dove sono venuti i Volontari della Sofferenza con Davide Vecchio, il responsabile diocesano, il papà di Davide, suor Franca delle suore Isnardine e ci hanno donato un momento  di conoscenza e di incontro con la reliquia del beato Luigi Novarese, fondatore dell’associazione dei Volontari della Sofferenza e dei Silenziosi Operai della Croce, un sacerdote che è stato anche ad Asti, all’Oasi dove insieme con le persone malate viveva gli Esercizi Spirituali. Abbiamo pregato insieme il Santo Rosario, abbiamo cantato e ascoltato la testimonianza di Davide che ha spiegato come anche nella sofferenza dobbiamo riuscire a essere propagatori e testimoni della dolcezza e della delicatezza per vivere l’amore di Cristo nella nostra vita e nel nostro quotidiano.

 

 

Le stampelle del Beato Luigi Novarese ancora una volta ad Asti: il passaggio in una comunità di Suore e dai sacerdoti anziani.

Di Davide Salvatore Vecchio, responsabile CVS Asti

 

Ad inizio anno ho chiesto di poter nuovamente avere ad Asti le stampelle del Beato Luigi Novarese, che erano già state in questa terra tra fine novembre e metà dicembre 2017, perché – insieme con don Andrea Ferrero, parroco di Portacomaro – desideravamo che la reliquia passasse dai sacerdoti anziani. Così, le stampelle sono ritornate ad Asti e ci sono stati due incontri: il primo, martedì 6 marzo 2018, con la comunità delle Suore di Santo Stefano, che accoglie ed assiste anche alcune signore anziane, e il secondo, venerdì 9 marzo, con i sacerdoti anziani che risiedono nel Palazzo del Seminario. Sono stati momenti di profonda intensità: l’accoglienza delle Suore di Santo Stefano e dalle signore anziane è stata calorosa e commovente: abbiamo parlato della testimonianza che il Beato Luigi Novarese ha lasciato e che chiede di essere raccolta come preziosa eredità. Poi, alcuni giorni dopo, l’incontro con i sacerdoti anziani: un momento di profonda commozione spirituale! Abbiamo parlato del Beato Novarese e del messaggio di luce che la sua vita ha lasciato: è la luce del servizio! Abbiamo così ripercorso le sue riflessioni sul sacerdozio ed è stata una riflessione davvero significativa. Ancora una volta, il passaggio delle stampelle ha rappresentato un invito ad essere propagatori dell’amore di Cristo, ad essere consapevoli che ognuno di noi deve operare concretamente per costruire la civiltà dell’amore.

 

 

Dopo l’incontro al seminario, venerdì sera la Teca contenente le stampelle del Beato è stata portata da Gaetano, papà di Davide Vecchio all’Istituto delle suore Isnardine ed è stata presa in custodia da suor Franca sino al 18 marzo.

LE STAMPELLE DELLA SPERANZA AD ASTI

Nella testimonianza di Suor Franca (CVS – Asti)

 

Una riflessione semplice ed immediata. Appena ho visto le stampelle e le ho contemplate un poco, mi sono detta: ecco un triplice segno! Fisico, fede, missione.

Il Beato Novarese ci racconta, con queste stampelle, l’iter della sua passione, la sua lunga e debilitante malattia nel periodo fiorente della sua giovinezza. Questo ausilio ortopedico è il sostegno fisico che gli consentiva di potersi muovere con tanta fatica. Un semplice sostegno per chi è impossibilitato a reggersi in piedi, nulla di più.

Sappiamo però che la strada non finisce qui. Nei lunghi momenti di sosta nella cappella dell’ospedale di Santa Corona ha maturato nelle fede il senso del dolore, santificato dalla passione di Cristo Redentore. Ha dato ad esso un senso nella stupenda possibilità, grazie alla realtà del Corpo Mistico, di unire la sua sofferenza a quella di Cristo, e così continuare “completando” nella sua carne, come scrive San Paolo, ciò che manca alla passione di Cristo (cioè la nostra parte).

La fede diventa la stampella per cui, non solo accetta il dolore, ma si fa promotore di senso e di gioia tra i suoi compagni di sventura sempre più tristi e disperati.

Solo l’esperienza del dolore, illuminato e sostenuto dalla fede, può compiere grandi cose.

Il Beato Novarese ha intuito la sua vocazione e la sua missione: diventare apostolo dei malati, seminare gioia dov’è tristezza, vita ed entusiasmo dove non si attende che la morte.

Ecco il metodo del suo apostolato: al malato per mezzo dell’ammalato, stampella di sostegno per il fratello che soffre e si sente solo.

 

 

DOMENICA 18 MARZO

INCONTRO A VOGHERA – DIOCESI DI TORTONA

Nella testimonianza di Giancarlo, CVS di Tortona

 

 

Domenica 18 marzo, il popolo civuessino della diocesi di Tortona, si è ritrovato sotto le volte della Basilica di Santa Maria delle Grazie, annessa al convento dei Frati Francescani a Voghera, per un primo ritiro spirituale del nuovo anno Pastorale. Tale circostanza è stata resa particolarmente toccante, per le reliquie del beato Luigi Novarese significate nelle stampelle a Lui appartenute, arrivate a noi, dopo essere state nella Diocesi di Asti per alcuni giorni.

La presenza della Coordinatrice Regionale Giovannina Vescio, che si è fatta carico con suo marito di portare la Teca e di un nutrito gruppo di fratelli e sorelle di Torino, hanno dato alla celebrazione un valore aggiunto ed hanno significato quanto il comune sentire, faccia superare difficoltà e spazi geografici. Le Celebrazioni Eucaristiche, una al mattino e una alla sera sono state presiedute da padre Cristoforo guardiano del convento dei frati Francescani di Voghera, al mattino ha concelebrato anche il nostro Assistente Spirituale padre Vittorio. Durante le omelie il celebrante ha parlato della figura del beato Novarese, ed ha sottolineato il valore della sofferenza accettata e vissuta come dono. Emozionante è stato il passaggio in cui ha evidenziato come il Signore abbia guidato il piccolo Luigino, per gli uomini destinato a morire, a costruire grandi opere per gli ammalati (Lega Sacerdotale Mariana, Centro Volontari della Sofferenza, Silenziosi Operai della Croce, Fratelli e Sorelle dei malati) e una casa di Spiritualità unica al mondo, a misura dei fratelli disabili e anziani, a Re, in Val Vigezzo.

È seguita una gioiosa agape fraterna, preparata dalla bravissima sorella Anna aiutata anche da Claudia che ha permesso di cementare la reciproca conoscenza, tra noi e il gruppo di Torino, unità ad una sempre più solida presa di coscienza, del valore di appartenenza alla nostra associazione come ha sempre sottolineato il Beato Luigi Novarese.

Il pomeriggio ha permesso ai partecipanti una profonda e serena riflessione sull’azione e sulle attività svolte dall’associazione nel precedente anno Pastorale e nei primi mesi del nuovo con la formulazione di proposte operative per una maggiore visibilità ed efficacia sul territorio diocesano a favore dei fratelli sofferenti.

Ha preceduto la seconda Celebrazione Eucaristica, la via Crucis, animata proprio dal CVS, utilizzando gli scritti della nostra venerabile Anna Fulgida Bartolicelli, di cui è in corso la causa di Beatificazione.

Seminario di Asti

Voghera - Santuario di Santa Maria delle Grazie

Da Ciriè a Condove

Sabato 24 febbraio dopo aver lasciato Ciriè, cittadina del Canavese, le stampelle hanno raggiunto Condove, paese della Val di Susa.

“Ad attenderci  nella chiesa San Pietro in Vincoli, – spiega Giovannina Vescio, CVS Torino – c’era il parroco mons. Claudio Iovine, che aveva subito mostrato interesse, quando fratel Livio gli aveva parlato dell’iniziativa”.

Don Claudio, aveva già predisposto il luogo e preparato già tutto per sistemare la Teca e il quadro. Su un  tavolino, aveva già messo i due libri che parlano del Beato Luigi Novarese e delle sue virtù, grande è stato il nostro stupore nell’apprendere che don Claudio faceva parte della Congregazione dei Santi nel 2011 quando è stato riconosciuto il miracolo che ha portato alla Beatificazione del Beato Luigi.

 

SABATO 24 FEBBRAIO 2018

SANTA MESSA DELLE ORE 18

OMELIA di mons. Claudio Iovine

 

…Si impara che la malattia fa parte della vita e che prima o poi tocca a tutti in un  modo o nell’altro e lui ha potuto da uomo di fede come  è stato, sperimentarla e viverla. Dopo aver vissuto su di sé l’esperienza della malattia, ha potuto prima capire e poi insegnare che è un tesoro  prezioso,  come lo era  la Croce, perché passando attraverso questa  esperienza si capisce molto meglio che cosa sia veramente la vita e soprattutto del dono della fede, si capisce che non è soltanto  una maledizione ma che si tratta di una grazia se è vissuta e offerta in unione con Gesù sulla Croce. E questo è un  discorso molto duro che va approfondito naturalmente, che è la proposta che porto appunto, questo dono, questo privilegio di poter conoscere lui come tanti altri  Santi.  Lavorando per molti anni alla Congregazione dei Santi,   qui davanti alla Teca, ci sono due copie di libri che sono la raccolta della vita del Beato Luigi Novarese e delle sue virtù e in particolare ricordo il miracolo  che ha fatto e che è stato approvato  per diventare Beato. Lui è stato Beatificato nel 2013 nella Basilica di San Paolo a Roma.

 

Il miracolo è avvenuto nel 2002,  la guarigione miracolosa di una donna di Vercelli   che aveva questo  grave problema alla spalla sx,  ricordo bene i termini  medici molto complicati  intrappolamento osseo,  borsite calcificata soprattutto, che bloccava la spalla e le dava  un dolore molto intenso. Ricordo le discussioni nel giugno del 2011 che ero presente con i teologi proprio per l’approvazione di questo miracolo    e ricordo sempre un  luminare un certo  professore  Ingrona che risolse le difficoltà portando sulla dichiarazione  degli altri  medici che non si poteva spiegare, secondo la scienza,  la guarigione di una fase così  grave. Se fosse stata meno grave si sarebbe potuta spiegare, ma la gravità della situazione e la guarigione avvenuta poi era inspiegabile dal punto di vista scientifico e dunque la Chiesa ha approvato questa guarigione, con il miracolo

È per questo Novarese oggi è Beato.

 

Al termine della Santa Messa di sabato 24 febbraio con don Claudio Iovine, la Teca è stata portata nella cappellina della casa di riposo “P. Bauchiero” – Condove, per dare la possibilità alle suore Francescane Missionarie di Susa che vivono e gestiscono la casa di conoscere e pregare con i loro ospiti il Beato Luigi Novarese.

 

 

DOMENICA 25 FEBBRAIO

CASA DI RIPOSO “P. BAUCHIERO” – CONDOVE

SANTA MESSA ORE 8,30  – OMELIA don Claudio Iovine

 

Ci sono le  sofferenze,  anche la malattia,  non sono fini a se stesse tutte queste prove, hanno uno scopo, hanno addirittura un fine che è quello di giungere alla vita eterna.  Quindi se si può dire così, anche se bisogna capire cosa significa,  meritare  questo passaggio da questo mondo  al Padre, attraverso Cristo cioè essere salvati perchè lui è il Salvatore ma ci salva attraverso la croce, per Crucem ad Lucem.  Ed è questo il messaggio della trasfigurazione e di tutta l’esistenza di Gesù che porta i suoi apostoli  Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte, si trasfigura e fa loro raggiungere un raggio della sua  luce, dello splendore, della gloria di Dio, perché siano preparati al momento della croce che non dimentichino mai che Lui non è solo un uomo ma è Dio e Dio non viene sconfitto mai, Dio è vincitore anche sulla morte e per questo Gesù risorge.

Ed è quello il punto che hanno capito alla perfezione i Santi,  certo pagando di persona sulla loro pelle ma con tanta fede,  un po’ come la fede di Abramo che si è affidato a Dio anche nella prova più assurda dal punto di vista umano, come abbiamo sentito e tra questi Santi Luigi Novarese, questo sacerdote Piemontese nato  a Casale Monferrato nel 1914, dunque abbastanza vicino a noi,  morirà poi nel 1984. A nove anni, ecco il significato delle Stampelle  della Speranza, cade da un muricciolo e come  conseguenza di questa caduta poi si ammalerà con questa  turbercolosi ossea,  questa coxite turbercolare all’anca destra,  veramente devastante per un bambino in crescita e poi giovane,  perché  allora non c’erano cure adeguate e poi tanti ascessi purolenti molto fastidiosi, immaginiamo per un ragazzo pieno di vita  che passa così la sua giovinezza  fino al 17 maggio 1931. Quando portava queste stampelle, arriva il miracolo che ha tanto chiesto, come abbiamo  sentito, dalla Coordinatrice Regionale Giovannina Vescio,  con  la mediazione materna dell’Ausiliatrice e di don Bosco che in quell’anno  sarebbe poi stato canonizzato.

E da questo miracolo nasce poi una  fede,  si sviluppa, cresce una fede ancora più profonda. Lui diventa maestro, finisce gli studi magistrali e finalmente poi mentre avrebbe pensato di fare il medico, capisce e riceve questa vocazione al sacerdozio. Finiti gli studi a Casale viene mandato  all’Almo collegio Capranica  a Roma dove   è ordinato sacerdote nel 1938 da Luigi Traglia, il grande Arcivescovo che poi sarà anche  Cardinale di Italia e di Roma, dove  ha passato tutta la sua vita,  chiamato in  Segreteria di Stato dal sostituto  Giovanni Battista Montini che poi diventerà  Paolo VI che sarà presto Santo  in quest’anno (2018) canonizzato e lo sceglierà e lo porterà appunto a servire la chiesa in questo posto tanto importante. Nella Segreteria di Stato potrà poi  avere anche  tante conoscenze ecc. e svilupperà qui questo Carisma, di  fare in modo che la chiesa fosse così presente accanto ai malati per aiutarli  e  non solo nelle forme in cui la chiesa è sempre stata la prima vicina ai malati  per assisterli ma sopratutto per far sì che  possano vivere questa  esperienza di dolore  proprio uniti alla croce di Gesù  e quindi non vadano  perdute queste grazie che loro possono ottenere con l’offerta  della loro sofferenza, di tanta sofferenza e con l’unirsi  a Gesù  sulla  croce sapendo di essere preziosi, preziosissimi  agli occhi di Dio e di non essere scartati come il mondo vorrebbe scartarli ma di essere i primi, direi ai  primi posti nel cuore di Gesù,  di essere tanto importanti   per la salvezza del mondo e quindi utili alla chiesa. E questa fu intuizione che poi sviluppò con le sue fondazioni a cominciare dai sacerdoti; che venne nel nord Italia durante la guerra ad  assistere,  mandato proprio da  Montini il sostituto, per portare aiuti e offerte e trovò  tanti anziani preti e sacerdoti malati nelle canoniche che nessuno se ne  occupava, neanche la gente,  e li aiutò tanto e poi  di qui  si sviluppò questo  grande Carisma, molto importante, ecco perchè le Stampelle della Speranza sono una reliquia non di 1° grado perché non è il suo corpo ma come si dice tecnicamente  di 2° grado perché sono reliquie per  contatto,  che hanno  toccato  e sopratutto ci ricordano questo prodigio, questa  guarigione, questo miracolo e allora, dopo la Messa, possiamo  venire a pregare davanti a questa reliquia, anche a  toccarla se vogliamo con delicatezza e chiedere  con la grazia di Dio che ci aiuti a portare le nostre croci e vivere le prove  sapendo  che tutto questo fa parte di questa formula  segreta. Per Crucem ad Lucem.

Omelia di Mons. Claudio Iovine

 

 

DOMENICA 25 FEBBRAIO 2018

CHIESA SAN PIETRO IN VINCOLI SANTA MESSA ORE 10,30

Crucem ad lucem che significa passare attraverso la Croce per arrivare alla luce, dalla sofferenza  alla gioia,  dalla morte alla Resurrezione, ecco per crucem ad lucem che tradotto anche diversamente si potrebbe dire  che in questa  vita nostra  ci sono le malattie, ci sono le prove, le difficoltà, le lotte, le sofferenze;  le malattie  non sono senza senso, non sono prive di significato e hanno addirittura un fine che noi potremmo forse perseguire e raggiungere,  nella vita che continua dopo questa vita.

Se vengono in questo modo finalizzate, valorizzate e non  maledette e non scongiurate, certo  nessuno va a cercare le prove delle sofferenze, tanto meno il dolore. Però quando queste accadono  vanno accolte amando Dio e la sua volontà, come dei mezzi,  dei  passaggi,  dei tesori se  appunto sono poi offerti, un giorno a Gesù,  sulla croce presso il Padre per salvare l’umanità.

La formula cristiana che è proprio carismatica sulla vita e sul messaggio di Cristo che si concentra, nella centralità della croce a cui possiamo unirci nella fede per potere poi  condividere con Lui, il destino di gloria che il Padre  ha voluto; concentrando  questa esperienza che abbiamo ascoltato nella pagina del Vangelo che  tutti gli anni ogni seconda domenica di quaresima ci viene proposto.

Quella della Trasfigurazione di  Gesù che  va sul monte e  che porta con se Pietro, Giacomo e Giovanni, gli stessi tre che porterà con sé al Getzemani al momento della massima sofferenza morale quando la sua anima si sentirà schiacciata dal peso dei peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi,  ecco al prepararli a quel momento Gesù manifesta la sua gloria e si fa conoscere con  raggi di luce nello splendore della sua Divinità  come colui che non è soltanto un uomo ma è Dio e per questo non sarà sconfitto dalla morte  e  trionferà su di essa con la Resurrezione. Naturalmente come sappiamo, gli apostoli come tutti noi non capiscono niente, però tutto questo servirà sopratutto quando con la luce dello Spirito, saranno poi  loro stessi ad annunciare questa formula segreta della fede. È quello che hanno capito perfettamente tutti i Santi con espressioni personali e diverse, per cui certamente il Beato Sacerdote Piemontese di Casale mons. Luigi Novarese che è stato chiamato dal Signore a una vita di fede,  certamente ha lasciato un segno nella chiesa e continua a lasciarlo, fin dai suoi inizi da quanto abbiamo sentito dalla Coordinatrice Regionale Giovannina Vescio, dove a 9 anni soltanto cade da un muretto e cadendo dal muretto  le conseguenze sono molto rovinose fino a causare questa malattia della coxite tubercolare ossea con tutte le conseguenze perché non c’erano cure per   questa malattia.

Questa malattia si manifesta con  ulcere che straziano  la sua gamba dx,  sino ai diciassette anni, quando il 17 maggio succede prorio questo evento che segna la sua vita con il miracolo, un vero miracolo, grazie alle preghiere dei ragazzi del Valdocco attraverso l’intercessione dell’Ausiliatrice e di don Bosco, guarisce e lascia le stampelle.

Le stampelle della Speranza, con il segno di Dio,  la sua vita cambia diventerà sacerdote studiando al Capranica a Roma  e poi rimanendo  tutta la  vita prima al servizio  in  segreteria di Stato, chiamato dal sostituto  Giovanni  Battista Montini che lo sceglie che poi diventerà Paolo VI e sarà Santo in questo anno 2018.  Le darà  la possibilità oltre che servire la chiesa di fare tante conoscenze che le permetteranno poi di  portare il suo Carisma,  con queste opere: Lega Sacerdotale Mariana, Centro Volontari della Sofferenza, Silenziosi Operai della Croce, a valorizzare la sofferenza.

Quello che San Giovanni Paolo II,  addirittura nella Magna Carta, l’enciclica la Salvificis Doloris,  il dolore e la sofferenza sono Santifici, possono  salvarci se sono appunto  uniti alla sofferenza di Cristo sulla Croce e dunque se ci  portano  attivamente ad offrire  la malattia, e la sofferenza; quanto è difficile offrendola, accettandola e pregandola  con fede  affidandosi a Dio chiedendo aiuto a lui.  La nostra speranza è tutto questo è la redenzione è la salvezza dell’umanità sentirsi che il malato non è inutile, non è da scartare, uno sfigato come direbbero i nostri ragazzi,  no il malato è un tesoro,  per la comunità, per la  chiesa, per l’umanità ed è al primo posto nel cuore di Gesù.

 

Dalla Val Susa al Canavese

Dalla Val di Susa, in provincia di Torino, la Teca con le stampelle del beato Luigi Novarese è stata portata nel Canavese, dove è stata accolta mercoledì 28 febbraio e sistemata nella  cappella dell’RSA di San Maurizio Canavese, grazie al cappellano don Dario Rossi e a Bruna, sorella dei malati. Sabato pomeriggio alle ore 16  è stata celebrata la Santa Messa per i malati, i loro famigliari e i volontari. Al termine della funzione la Teca è stata portata a Malanghero nella chiesa di San Grato Vescovo  dove lo stesso don  Dario è Rettore.

“Domenica 4 marzo, ci siamo trovati in molti del Centro Volontari della Sofferenza per la Santa Messa con la comunità locale – spiega Giovannina Vescio, responsabile CVS di Torino – toccante ed emozionante vedere con quanta cura ogni volta viene esposta la Teca con il quadro del Beato”.

Nell’omelia don Dario ha ripreso alcuni passi del Vangelo del giorno, facendo un parallelo con il Carisma del Beato Luigi Novarese, ha spiegato la sua storia e il motivo della Staffetta della Speranza.

“Lui stesso ha dato l’incarico – dice Giuseppe del CVS di Torino – ad alcuni parrocchiani al termine della Santa Messa di distribuire il materiale informativo della nostra associazione e l’immagine del Beato. Dopo la benedizione, ha invitato i presenti di recarsi  se  lo desideravano nella cappellina laterale per l’adorazione e, nonostante fosse già quasi ora del pranzo, tanti hanno aderito.

È stato inoltre distribuito un foglio con dei pensieri del Beato Novarese per aiutare nella meditazione.

 

TESTIMONIANZA di Bruna – CVS Torino

  Le stampelle del beato Luigi Novarese,  con tutto il loro carico di significato, sono passate anche in mezzo a noi di San Francesco al Campo, San Maurizio Canavese e Malanghero. Accolte il 18 febbraio a San Francesco e presentate durante le messe domenicali, sono tornate sul territorio mercoledì 28 febbraio e, sino sabato 3 marzo, sono rimaste nella cappella della  alla RSA di San Maurizio dove, durante la messa celebrata da don Dario Rossi (cappellano) è stato presentato il carisma di Novarese con un accento particolare posto sul valore di ogni stato di vita vissuta e offerta. Erano presenti oltre agli ospiti della struttura, alcuni parenti in visita e volontari, ma anche persone che hanno voluto conoscere più da vicino il “nostro” beato. Domenica 4 marzo a Malanghero nella chiesa di San Grato Vescovo, don Dario ha nuovamente presentato, durante le messe, il carisma di Novarese soffermandosi soprattutto sul valore rivestito nelle comunità da coloro che vivono il tempo della sofferenza. Numerosa è stata la partecipazione anche a questa giornata. Un grazie speciale va a don Dario per il suo interessamento ricco di entusiasmo. Di tutto ringraziamo il Signore e ci affidiamo alla intercessione della Vergine Santa. Un grazie anche a Giovannina e Giuseppe per l’impegno profuso.

“La Staffetta – spiega la coordinatrice regionale Giovannina Vescio – ci sta impegnando molto a livello associativo, dandoci anche la possibilità di incontrare e conoscere tante persone e ci sta portando a scoprire le bellezze artistiche di alcune chiese che probabilmente non avremo mai visitato”.

Il 14 febbraio è stato contattato don Alessio Toniolo, parroco della chiesa Santi Giovanni Battista e Martino di Ciriè, in provincia di Torino, per spiegargli l’iniziativa della Staffetta della speranza, e il sacerdote ha subito accettato di accogliere la Teca con le Stampelle del beato Luigi Novarese. Don Toniolo aveva già avuto modo di conoscere alcuni anni fa il CVS, quando era parroco a Venaria nella chiesa Santa Gianna Beretta Molla, dove c’è un gruppo CVS locale.

Mercoledì 21 febbraio le Stampelle sono state portate nella parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Martino di Ciriè dove è stata molto bella l’accoglienza da parte del viceparroco don Luciano Tiso. “Parecchi fedeli presenti in chiesa – dice Giuseppe, del CVS di Torino – essendo da poco terminata la Santa Messa del mattino, incuriositi si sono avvicinati chiedendoci delle informazioni che abbiamo prontamente soddisfatto, dando a loro spiegazioni e il materiale informativo. Una signora ha chiamato Giovannina, le ha chiesto chi era la persona del quadro, si sono avvicinate alla Teca, e hanno pregato per la figlia della fedele che sta facendo la chemioterapia per un tumore ai polmoni”.

Sabato, subito dopo la Santa Messa, tante persone si sono avvicinate per pregare e chiedere notizie in merito.

“Alcune persone ci hanno raccontato i loro problemi e le loro preoccupazioni – prosegue Giovannina. Una signora che stava entrando in chiesa ci ha fermati per sapere chi era la persona del quadro e ci ha raccontato che veniva a pregare perché pochi giorni prima era stato fatto il funerale di sua nipote di 45 anni, figlia unica, e che non sapeva come dare conforto ai poveri genitori. Non è facile rincuorare le persone quando hanno un fardello pesante ma fiduciosamente noi ci affidiamo allo Spirito Santo e al nostro Padre Fondatore, che ci aiutino a dare delle risposte positive, anche di fronte a tante sofferenze.

Tantissimi anni fa, in alcuni paesi vicino a Ciriè c’era un grande gruppo del CVS, è in questa chiesa infatti abbiamo incontrato varie persone che già conoscevano la nostra realtà associativa, alcuni ci hanno dato il numero di telefono, chissà che non ci sia un nuovo inizio in questi luoghi che per tanti anni, parecchi Volontari della Sofferenza hanno svolto l’Apostolato con tanto amore”.

 

Testimonianza di Tiziana, CVS Torino

Sabato 24 febbraio, nella chiesa dei Santi Giovanni Battista e Martino mentre si parlava con dei fedeli, si è avvicinata la signora Tiziana, dicendoci che aveva frequentato per tanti anni quando era giovane il Centro Volontari della Sofferenza con sua cugina Lucia Brillada che era stata per alcuni anni incaricata dei malati, deceduta nel 2009.

Cosi ci ha risposto a un nostro messaggio la signora Tiziana, collaboratrice della parrocchia, mi ha fatto piacere incontrarvi e sono contenta di aver ricordato dei periodi del mio passato, grazie di cuore per aver fatto conoscere la figura del Beato Luigi Novarese alla comunità di Ciriè.

Chiesa San Grato Vescovo di Malanghero

Casa di riposo "P. Bauchiero"

3 marzo RSA San Maurizio Canavese (To)

Chiesa Giovanni Battista e Martino a Ciriè (To)

Continua la Staffetta della Speranza…..

La Teca con le Stampelle del Beato Luigi Novarese, è stata esposta per la preghiera dei vespri nella chiesa Grande del Cottolengo di Torino, domenica 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes.

La sua presenza, anche se breve, è stata molto apprezzata dalle religiose e dai religiosi della comunità del Cottolengo.

Martedì 13 febbraio, la Teca è stata consegnata a suor Giuditta, sacrestana del Santuario di Gesù Cristo Re, a Torino.

“Mercoledì delle ceneri, siamo andati con Marika e Caterina, al Santuario per la recita del Santo Rosario e Santa Messa, – spiegano Giovannina e Giuseppe del CVS di Torino – al termine delle funzioni ci siamo presentati al Rettore don Romolo Chiabrando, che ci ha raccontato di quando era giovane sacerdote, ed aveva conosciuto a Re il Beato Luigi, e quando è stato viceparroco a Bra ha frequentato il gruppo del CVS”.

Durante le Sante Messe di giovedì e venerdì presentando la Teca con le stampelle, il Rettore ha sempre parlato del Beato Luigi Novarese, evidenziando che lo aveva conosciuto.

Anche sabato 17, prima di iniziare la Santa Messa, don Romolo ha indicato ai fedeli la presenza del quadro del Beato Luigi e la Teca con le stampelle che l’hanno sostenuto durante gli anni della sua malattia.

“E’ stata molto interessante l’omelia che ha fatto: richiamandoci al digiuno, ma non solo rinunciando a qualche cibo, ma un digiuno pensando ai bisogni del fratello sofferente, digiuno nel dare giudizi negativi, digiuno avvicinandoci di più a Dio, ascoltando nel silenzio del nostro cuore la sua voce – dice Giuseppe. Il Signore non ci abbandona mai, risponde alle nostre richieste, come ha fatto con il Beato Luigi, ragazzo di fede che attraverso l’intercessione dell’Ausiliatrice e di don Bosco è guarito per grazia divina”.

Don Romolo, prima della benedizione finale, ha chiamato la coordinatrice Giovannina Vescio, che ha subito ringraziato lui e le suore della congregazione di San Gaetano per l’accoglienza, poi essendosi documentata sulla storia del Santuario, ha collegato ed evidenziato due momenti importanti nella storia della chiesa dicendo: “Il 17 maggio 1931, Luigi Novarese venne dichiarato guarito dai medici del Santa Corona di Pietra Ligure; il 24 ottobre 1931, viene consacrata alla presenza del cardinale Fossati la chiesa di Gesù Cristo Re, voluta dal Beato Luigi Boccardo per venire incontro ai problemi della periferia, dove esisteva già l’istituto delle suore cieche ma non un luogo di culto per tutti. Il 2 febbraio 1932, il Beato Luigi Boccardo, fonda la congregazione delle Figlie di Gesù Re, formata da suore non vedenti che hanno imparato a dare un senso alla loro vita, dedicandosi alla preghiera e alla vita contemplativa, come ha fatto, il 17 maggio 1947, il Beato Luigi Novarese fondando il Centro Volontari della Sofferenza, insegnando che la sofferenza non è inutile e attraverso un cammino di fede si possono superare i momenti difficili, valorizzando i malati, i disabili che possono essere soggetti attivi e non oggetto di assistenzialismo.

 

Testimonianza di Giuseppe del CVS di Torino

Domenica 18 febbraio è stata una giornata movimentata per la Teca con le Stampelle, al mattino a San Francesco al Campo e subito dopo a Ceretta frazione di San Maurizio Canavese.

D’accordo con il parroco Padre Fabrizio Macchi e all’interessamento di Irma che nonostante i suoi 88 anni, continua a fare il suo Apostolato con molta dedizione e amore, Giovannina e io abbiamo portato la Teca con le Stampelle del Beato Novarese nella chiesa San Francesco d’Assisi per la Santa Messa delle ore 8,30 a San Francesco al Campo, a Torino.

Ci ha accolti, il viceparroco Padre Giacomo, che ci ha fatto sistemare il quadro e la Teca, davanti alla balaustra vicino all’ambone. All’inizio della Santa Messa, ha dato il benvenuto al CVS e ha parlato brevemente del Beato Luigi Novarese.

Al termine, alcuni fedeli si sono avvicinati e hanno pregato e altri ci hanno chiesto informazioni.

La cara Irma felice dell’opportunità che ci è stata data è rimasta in chiesa nell’attesa della Santa Messa delle ore 11, rendendosi disponibile a distribuire le fotocopie che aveva preparato Bruna con alcune notizie sulla vita del Beato Luigi. Per la celebrazione Eucaristica si sono unite a lei, Bruna, Maria e altre persone del CVS locale.

 

CERETTA – FRAZIONE DI SAN MAURIZIO CANAVESE

Irma con suo genero Ugo, hanno preso in consegna la Teca e l’hanno portata a Ceretta, nella chiesa Santissimo Nome di Maria, bellissimo luogo di culto dove al suo interno è stata costruita anche la cappella con la grotta della Madonna di Lourdes. Il parroco don Domenico Caglio ha accolto il CVS con calore e premurosamente ha aiutato i civuessini a sistemare Teca e quadro con l’immagine del Beato Novarese nel luogo scelto.

Subito dopo l’omelia don Domenico ha detto che erano presenti alla funzione due associazioni: il Centro Volontari della Sofferenza, per l’evento della Staffetta della Speranza, e l’Unitalsi con il suo Responsabile, perché era la trigesima della madre; due associazioni con ruoli differenti ma vicini alle persone in difficoltà.

“Bellissime le parole che ha espresso sulla figura del Beato e sul suo Carisma – spiega Giovannina Vescio, coordinatrice del CVS Piemonte; sappiamo che lui come parroco è molto attento e presente con i suoi parrocchiani, accompagnandoli con la preghiera ma anche con la sua vicinanza concreta nei periodi di sofferenza”.

Prima di dare la benedizione, ha ricordato che la Teca sarebbe stata lì sino a mercoledì mattina a disposizione durante le ore dell’apertura della chiesa per la preghiera personale per chi lo desiderasse e che sarebbe stata esposta in seguito per alcuni giorni nella chiesa di San Giovanni a Cirié.

Santuario Gesù Cristo Re (To)

Chiesa Santo Nome di Maria di San Francesco (To)

Chiesa Santissimo Nome di Maria Ceretta frazione di San Maurizio Canavese (To)

Festa della Madonna di Lourdes e XXVI Giornata mondiale del malato

Domenica 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes e XXVI Giornata mondiale del malato, la teca con le stampelle è rimasta nella parrocchia di Santa Gianna Beretta Molla dove il parroco don Igino Golzio ha celebrato la funzione eucaristica.

“D’accordo con Daniela che dirige il coro e Angelo del CVS che suona la chitarra – prosegue Giuvannina – abbiamo deciso i canti, inserendo durante la funzione anche “Fammi credere”, che abbiamo cantato subito dopo la comunione con tutti i fedeli”.

Don Igino durante l’omelia ha collegato il brano del lebbroso con la malattia vissuta dal beato Luigi, mentre al termine della santa messa è stato cantato l’Ave Maria di Lourdes. “Abbiamo poi parlato con vari fedeli della comunità di Santa Gianna – conclude Vescio – e probabilmente ci saranno in seguito momenti di incontro per approfondire la conoscenza e programmare con alcuni di essi un percorso”.

Dopo Venaria la teca è stata portata al Cottolengo di Torino dove, grazie alla disponibilità del padre generale don Carmine Arice, è stata esposta nel pomeriggio. 

Parrocchia Santa Gianna Beretta Molla (To)

La Staffetta della Speranza continua….

Tanti sono i luoghi e le occasioni a Torino e nei paesi vicini dove portare la Teca con le Stampelle del beato Luigi Novarese e le richieste non mancano.

“Sabato 10 febbraio – spiega Giovannina Vescio, coordinatrice del CVS Piemonte -, durante il Congresso organizzato dalla diocesi di Torino per la XXVI Giornata Mondiale del Malato, con il permesso del Direttore della pastorale della salute di Torino, don Paolo Fini, e l’interessamento del vice direttore, il dottor Ivan Raimondi, abbiamo collocato nell’atrio della Sala Congressi del Santo Volto, vicino al tavolo con i libri e il materiale informativo sul Centro Volontari della Sofferenza, la preziosa Teca suscitando curiosità e interessamento da parte di tantissime persone partecipanti”.

Maurizio, Angelo, Anna Maria, Caterina, e alcuni fratelli dei malati hanno dato una mano a dare informazioni ai partecipanti del Convegno, distribuendo locandine, immaginette e copie della rivista l’Ancora.

Durante la mattinata è stato sviluppato il tema “Accoglienza e prossimità”, mentre terminato il Convegno la teca è stata portata alla chiesa Santa Gianna Beretta Molla di Venaria. 

Sala Congressi del Santo Volto (To)

Testimonianza di Vincenzo

Venerdì 9 febbraio, sono stato molto contento di aver tenuto per alcuni giorni la Teca con le stampelle del beato Novarese, che conobbi se non sbaglio nel 1981 a Re. Mi ricordo che mi fece una bella impressione. In questi giorni nonostante la mia disabilità e sofferenza per un piccolo intervento in testa, ho trascorso alcune ore in compagnia di amici e vicini e abbiamo pregato insieme. Questo mi ha aiutato a non pensare al mio dolore fisico e morale.

Anche mia sorella Enza che ha 88 anni è stata nonostante l’età felice, di questa esperienza.

A casa di Vincenzo

Testimonianza di Lucia

Domenica 4 febbraio, prima della celebrazione eucaristica, il parroco don Stefano Cheula, ci ha accolto fraternamente, facendo notare alla comunità la presenza della Teca e il ritratto del beato Luigi Novarese che era stata già portata dalla coordinatrice del CVS Piemonte sabato sera per il santo rosario e la santa messa prefestiva delle ore 18. Più volte don Stefano ha citato il beato e nell’omelia ha parlato del suo Carisma, allacciandosi alle letture del giorno.

Sempre in chiesa, al termine della celebrazione, è intervenuto il biografo Mauro Anselmo che con passione e immenso amore ha illustrato alla comunità cosa voleva dire ammalarsi di tubercolosi ossea all’inizio del Novecento e la grande fede del piccolo Luigi che, dopo l’avvenuto miracolo della guarigione, decise di farsi.

La Teca è poi stata porta nella sede del CVS di Torino e nel pomeriggio abbiamo avuto l’opportunità di poter pregare e riflettere con la presenza delle stampelle del beato Luigi Novarese.

Anche don Maurizio Ticchiati, sviluppando il tema della XXVI Giornata Mondiale del Malato Mater Ecclesiae: «“Ecco tuo figlio…Ecco tua madre”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sè» (Gv 19,27), ha preso spunto dalla presenza delle stampelle, segno tangibile di sofferenza vissuta.

Da lunedì 5 a venerdì 9 febbraio, le stampelle sono state accolte con grandissima gioia nella casa da Vincenzo, Volontario della Sofferenza da più di 40 anni.

Marika, Concetta ed io mercoledì siamo andate da Vincenzo per un momento di preghiera, e siamo state accolte dalla sorella Enza; lui era seduto di fronte alla teca e ha espresso la sua gioia anche nel vederci. Vincenzo ci ha raccontato alcuni momenti vissuti quando era più giovane e orgogliosamente ci ha narrato l’episodio di quando ha conosciuto a Re il Beato.

Negli incontri per la Staffetta della Speranza, Vincenzo purtroppo non ha potuto partecipare per motivi di salute, ecco spiegata la sua gioia, la sua commozione per avere nella propria casa il segno tangibile delle sofferenze di Luigi, tanto da fargli dire che volentieri le avrebbe tenute più a lungo ancora.

È stato bello, in prossimità della Giornata del malato, poter essere di fronte al segno reale della sofferenza fisica e non solo; Vincenzo è testimone autentico perché sa che per superare le barriere e andare avanti non ci devono turbare i nostri limiti, niente ci deve trattenere se si ha una meta sicura, la nostra meta è vivere nell’amore di Dio.

Presso la sede del CVS di Torino

A San Lorenzo Martire dal 29 gennaio al 3 febbraio 2018

Lunedì alle ore 7, Lidia, Caterina, Carlo, Giovannina e Giuseppe si sono ritrovati con i parrocchiani della chiesa di San Lorenzo Martire a Venaria Reale (TO), dove il vice parroco don Danilo Piras li ha accolti con entusiasmo e aiutato a sistemare la Teca e il quadro del beato Luigi Novarese.

Prima di iniziare la celebrazione, il sacerdote ha dedicato la Santa Messa a tutti i malati, accennando al Carisma del Beato che ha speso la sua vita per sofferenti.

Nel pomeriggio alle 17.30, come tutti i giorni, si è recitato il Santo Rosario e i vespri ai quali hanno partecipato anche alcuni fedeli del CVS.

Don Danilo sia al mattino che al pomeriggio ha invitato la coordinatrice del CVS Piemonte Giovannina Vescio a parlare del Beato Luigi. (Giuseppe del CVS di Torino)

 

Domenica 28 a Palestro

Domenica 28 gennaio, la Teca contenente le stampelle del beato Luigi Novarese è giunta a Palestro, un piccolo paese in provincia di Pavia, ma diocesi di Vercelli, che ha una casa di riposo e una piazza dedicate al Beato Luigi Novarese.

Ad accogliere le stampelle nella parrocchia di San Martino c’era don Gino Momo, Silenzioso Operaio della Croce e assistente diocesano del CVS di Vercelli.

Nella chiesa era presente un grande quadro del nostro Padre fondatore accanto al quale sono state poste le stampelle.

Durante la celebrazione, don Gino si è rivolto ai parrocchiani raccontando di aver conosciuto personalmente il Beato nella casa di Re (Verbania) e, indicando la Teca, ha detto che proprio lì Novarese si era fermato vicino all’ambone a pregare, una delle ultime volte che era venuto a Palestro.

“La giornata organizzata da Letizia Ferraris e Walter Mazzoni – spiega Giovannina Vescio, coordinatrice del CVS Piemonte – è stata la Festa di Ringraziamento per il pellegrinaggio che il coro Amoris Laetitia ha fatto a Fatima nei giorni nell’Immacolata, lo scorso dicembre. Tra i presenti, Angela Petitti, responsabile dell’Apostolato del CVS che ha concluso la giornata con una testimonianza”. Terminata la giornata la Teca è stata portata di nuovo a Venaria Reale.

 

Dal 23 al 27 gennaio nella chiesa Natività di Maria Vergine a Venaria Reale (TO)

Prosegue la Staffetta della Speranza con nuovi appuntamenti molto seguiti dai fedeli piemontesi.

La Teca contenente le stampelle del beato Luigi Novarese, continua a suscitare interesse ed emozioni nei giorni che è stata esposta nella chiesa Natività di Maria Vergine (chiamata anche chiesa di Maria Bambina) a Venaria Reale (TO), grazie al volere del parroco don Martino Botero Gomez che, pur contattato solo telefonicamente, ha concesso di accoglierla nelle sue parrocchie. Tante le persone che si sono soffermate a pregare.

Caterina Alessi, sorella degli ammalati, di sua spontanea volontà è passata più volte in chiesa per pregare lei stessa il Beato, ma anche per controllare che non mancasse il materiale informativo.

Sabato 27, la coordinatrice regionale Giovannina Vescio con il consigliere Giuseppe è andata alla recita del Santo Rosario e alla celebrazione della Santa Messa.

Il vice parroco don Danilo Piras, prima di iniziare la celebrazione Eucaristica, ha introdotto l’argomento sul Beato Luigi, invitando Giovannina a raccontare brevemente la vita del fondatore del CVS, e il motivo della Staffetta della Speranza.

La chiesa, essendo situata sulla strada che porta alla Reggia di Venaria Reale, era gremita di fedeli, alcuni dei quali al termine della messa si sono avvicinati per chiedere informazioni.

Da lì la Teca è stata portata a Palestro (Pv).

Chiesa Gesù Crocifisso e Madonna delle lacrime

Parrocchia San Lorenzo Martire

Domenica 28 a Palestro

Parrocchia Natività di Maria Vergine Venaria

La Staffetta tocca la parrocchia di Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime in via Giaveno a Torino. 

“Preghiamo il beato Novarese affinché ci aiuti a camminare verso il Paradiso che ci attende”. Con queste parole don Stefano Cheula ha concluso l’omelia della messa domenicale, che si è svolta il 4 febbraio presso la parrocchia di Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime in via Giaveno a Torino. Nello spazio alla sinistra dell’altare era stata collocata la preziosa teca contenente le stampelle che sostenevano il giovane Luigi Novarese durante gli anni della malattia.

La chiesa era gremita di fedeli. Fra essi spiccavano le sciarpe azzurre degli aderenti al CVS accompagnati dalla coordinatrice regionale, Giovannina Vescio, promotrice della giornata dedicata a commemorare i 60 anni di presenza dell’associazione a Torino. La prima lettura (un brano dal libro di Giobbe), è stata fatta da Maria Amico, persona non vedente. Alessandro Bussi, iscritto al CVS, ha letto una parte della preghiera dei fedeli.

“Nella prima lettura – ha detto don Stefano durante l’omelia – abbiamo ascoltato la voce di Giobbe, il giusto che precipita nel baratro della sofferenza: ‘La mia notte è lunga, sono stanco di rigirarmi fino all’alba, i giorni trascorrono senza un filo di speranza’. Proprio davanti a queste parole, la teca contenente le stampelle del beato Novarese assume un significato ancora più profondo. La sua guarigione è il segno dell’azione divina – ha spiegato il sacerdote – e diventa il trampolino di lancio grazie al quale egli ha potuto realizzare le sue opere e prendersi cura, per tutta la vita, degli ammalati”.

Al termine della messa, prima delle benedizione, Mauro Anselmo, biografo di Novarese, ha ricordato l’insegnamento del sacerdote: “Egli annunciò agli ammalati che il Signore li voleva apostoli come aveva scelto Pietro, Giacomo, Giovanni: per renderli imitatori di Cristo ed evangelizzatori del mondo”.

Sabato 3 febbraio la teca con le stampelle e il quadro del beato Novarese erano stati trasferiti da Giovannina e Giuseppe dalla chiesa di San Lorenzo Martire a Venaria Reale a quella di Torino.

 

Parrocchia di Gesù Crocifisso e Madonna delle Lacrime in via Giaveno a Torino

Tappa di Savonera (To)

La “Staffetta della Speranza”, l’iniziativa che percorre le diocesi del Piemonte con l’esposizione della Teca contenente le stampelle che sostenevano il giovane Luigi Novarese durante la malattia, ha fatto tappa per alcuni giorni a Savonera, in provincia di Torino. Il parroco, don Igino Golzio, ha accolto con favore  la proposta del CVS piemontese, ospitando per una settimana (16-23 gennaio) la teca nella parrocchia del Sacro Cuore. Essa è stata collocata, insieme al ritratto del beato Novarese,  nello spazio della chiesa che ospita il podio con il leggio da cui si tengono le letture bibliche e le omelie.

Domenica 21 gennaio, durante la messa delle 11,15, don Igino ha introdotto la celebrazione sottolineando l’importanza dell’opera di Novarese a favore degli ammalati. Quindi, dopo il canto di ingresso, ha lasciato la parola a Mauro Anselmo biografo del beato. Egli ha esposto i fatti principali della sua vita ricordandone le opere e l’insegnamento. Anche nell’omelia don Golzio ha  voluto sottolineare i valori spirituali trasmessi da Monsignore agli infermi.

La domenica precedente, 14 gennaio, la teca con le stampelle era stata esposta nella parrocchia di Santa Gianna a Venaria (Torino). Qui, durante la messa, Giovannina Vescio, coordinatrice del CVS Piemonte, ha spiegato ai fedeli il significato e l’importanza della reliquia.

Savonera (To)

Per consultare la prima parte degli articoli sulla “Staffetta della Speranza”, clicca qui

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Pubblicato il 31 luglio 2018

 

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