Filippo Tortia, stimato violoncellista, vincitore di concorsi nazionali e internazionali sia come solista sia in formazioni da camera, si è tolto la vita gettandosi da una finestra del Convitto Nazionale Umberto I a Torino.
Musicista e docente molto apprezzato dai suoi allievi e colleghi, tutti sotto shock per l’accaduto. Un gesto inspiegabile, quello del giovane musicista e docente, che però pare soffrisse da qualche tempo di depressione.
Sulle cause del gesto indaga la procura di Torino. Resta il dolore immenso di una città davanti a una perdita che lascia sgomenti.
𝑆𝑒 𝑡𝑢 𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 𝑣𝑖𝑐𝑖𝑛𝑜 𝑎 𝑡𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑢𝑛 𝑚𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒, 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒: 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑖, 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑖 𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎.
La Notte
di Filippo Tortia
Nel silenzio della Notte, quando tutto tace,
si avvolge il cuore nel manto del dolore,
un fardello oscuro, che il tempo non placa,
che il sole non scalda, che nessuno consola.
C’è un bisogno profondo, un richiamo silente,
di ritrovarsi soli, nel buio dell’anima,
dove le lacrime scorrono, senza domande,
dove le ferite si aprono, senza menzogne.
Nell’ombra solitaria, il dolore si svela,
un compagno fedele, che nessuno vede,
e tra le sue braccia, ci si sente veri,
senza maschere o filtri, senza falsi sorrisi.
È nell’isolamento che l’anima grida,
un grido sordo, che nessuno ascolta,
e in quel vuoto profondo, si trova la pace,
una tregua fragile, dall’incessante tormento.
Ma anche nel dolore, c’è una luce nascosta,
una forza segreta, che ci tiene in piedi,
e nella solitudine, si può rinascere,
come fenice dal fuoco, più forti di prima.
Rimanere soli, non è una resa,
ma un momento di quiete, un’ancora nel mare,
e nel silenzio, tra le lacrime versate,
si riscopre la vita, si ritrova se stessi.


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