Ogni domenica un versetto poetico. Per andare oltre il visibile. Perché le parole trasformano il mondo.
A cura di Maria Teresa Neato

Mario Rivosecchi è nato nel 1894 nella ridente cittadina di Grottammare (Ascoli Piceno). Ha avuto tra i suoi allievi Antonello Trombadori, Giorgio Amendola, Paolo Bufalini. Nel 1938 assume la direzione dell’Accademia di Belle Arti a Roma. Autore di alcune raccolte di poesie, risulta vincitore di importanti premi letterari. È morto nel 1981.

Santi
Nivee le spume
nell’impeto opaco dell’onda;
nel fragore, silenziose, lievi;
fra le rupi, un mito.
Santità, azzurro stelo
dai contorti rami,
tremule foglie e fiori;
sopra la terra scura
vaste carezze di spighe.
Santità, umano fiore
grappoli di stelle
sui mondi neri.
Dalle impervie catene,
fluido polle e fiumi.
Santità, sorgente viva
pargoli, cielo
luce entro le case.
Santi di povertà,
santi di umiltà,
santi di carità,
figli dell’uomo,
creature di Dio, Santi
tornate alla terra.
(Da “Foglie sul mare”, 1948)

Commento
Questa poesie non offre definizioni teologiche della santità… ma ce la presenta come candore di spuma su onde oscure, come silenzio lieve sul loro fragore.
Sopra la terra, scura anche di morte e di peccato, i santi stendono carezze di bionde spighe. In osmosi con ogni loro offerta, fatta su bianche tovaglie d’altare.
Sono azzurri steli… nati da contorti rami; grappoli di stelle che brillano nel buio del mondo.
Sorgente di vita che scorre da alte vette… fino a raggiungere e fecondare le nostre valli del quotidiano.
I Santi dai molteplici nomi e profili… abitano le nostre case, le riempiono di luce divina e fanno nascostamente lievitare d’Amore la pesante pasta umana.