Alla luce della Speranza! Un anno con il calendario CVS. Giugno

Alla luce della Speranza! Un anno con il calendario CVS. Giugno

2026-06-02T16:38:15+02:002 Giugno 2026|Notizie|
Oltre la sofferenza, verso un orizzonte più luminoso dove la vita può rivelare nuovi significati.

Con queste parole guida per l’anno 2025, il calendario CVS ci accompagna, mese per mese, a vivere la Speranza, come dono e come compito.
In un mondo dilaniato dall’odio e dalla violenza, fra uomo e uomo e fra stati e nazioni, è facile scoraggiarsi. *Per questo, per rendere feconda la Speranza, noi del CVS la alimentiamo con le armi dell’amore che ci ha insegnato il beato Novarese: la cura della vita spirituale, la frequentazione assidua dei sacramenti, l’ascolto attento della Parola di Dio e la frequentazione autentica delle persone sofferenti.
Essi ci sono testimoni che la Speranza aumenta quando, nonostante una situazione difficile, con la grazia di Dio ci si rende abili a vivere da figli, nella luce.

“Guarda alla Croce, e credi alla tua missione piena di frutti; e sentiti artefice, con Gesù, della pace di cui godono gli uomini di buona volontà”. E’ la frase di giugno, suggerita dal Fondatore.

Queste parole del Fondatore toccano le corde più intime dell’anima. Sono un invito potente a trovare un senso profondo anche nei momenti di fatica o di prova.
Guardare alla Croce, come a una bussola. Non viene chiesto di esaltare la sofferenza, ma di riconoscere il luogo del dono totale e dell’amore incondizionato. La Croce diventa la lente attraverso cui rileggere la propria vita e trovare la forza di andare avanti.
C’è la certezza dei frutti. L’invito a “credere alla propria missione” è un richiamo ad avere fiducia. Spesso non vediamo subito i risultati del nostro bene, ma l’impegno non è mai vano; è già fecondo, anche in modi che oggi non possiamo comprendere.
Infine, diventare artigiani di pace, secondo la bella espressione di Papa Leone. Sentirsi artefici con Gesù toglie la solitudine dell’azione. Non siamo soli a portare il peso del mondo o a cercare di fare la cosa giusta. Diventiamo collaboratori di un disegno più grande, costruttori attivi di quella pace interiore ed esteriore destinata a chi accoglie il bene.
Accogliamo questo messaggio di grande speranza e di responsabilità condivisa, che trasforma la quotidianità in un’opera d’arte spirituale.

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