Il 19 luglio, nella casa natale di Cascina La Serniola, un pomeriggio di incontro, riflessione e preghiera aperto a chi vive la sofferenza e a quanti operano nel mondo della salute, della formazione e della pastorale.

Alla vigilia della memoria liturgica del Beato Luigi Novarese, domenica 19 luglio 2026, la comunità di Casale Monferrato si ritroverà nella casa natale del fondatore dei Silenziosi Operai della Croce e del Centro Volontari della Sofferenza, la Cascina La Serniola, per un pomeriggio dedicato alla sua figura e all’attualità del suo messaggio.

L’invito è rivolto innanzitutto a chi attraversa la malattia, la solitudine o la fragilità, senza distinzioni di età o di condizione: la sofferenza non conosce confini anagrafici né appartenenze e può entrare nella vita di ciascuno assumendo forme diverse. Ma sono attesi anche gli operatori della salute e dell’assistenza, gli educatori, le famiglie, i volontari e le comunità ecclesiali, chiamati a tradurre in gesti concreti il monito del magistero: «nessuno sia escluso».

Il programma prenderà avvio alle 16 con l’accoglienza. Alle 16.30 monsignor Francesco Mancinelli, rettore del Santuario di Crea, proporrà una riflessione su “Curare gli infermi, il sacramento dell’Unzione”. Alle 17.30 padre Carmine Arice, superiore generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo, interverrà su “Il messaggio del Beato Novarese: un carisma ancora attuale?”; modererà don Silvano Lo Presti, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della salute. Seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Gianni Sacchi, vescovo di Casale Monferrato, e un momento di convivialità.

L’appuntamento vuole radicare nel territorio casalese la conoscenza di uno dei suoi figli più significativi. Nato a Casale Monferrato nel 1914 e oggi conosciuto in numerosi Paesi, Novarese maturò proprio nella sua terra — e nei luoghi di cura frequentati durante la lunga malattia giovanile — una nuova comprensione della sofferenza.

Quell’esperienza non lo condusse alla rassegnazione, ma divenne il punto di partenza di una missione: strappare all’isolamento chi, pur formalmente inserito nella società, rischia di viverne ai margini a causa della malattia o della disabilità. Novarese comprese che il malato non è soltanto destinatario di cure, ma persona capace di iniziativa, responsabilità, testimonianza e servizio: un’intuizione che conserva tutta la sua forza in una società che ancora fatica a riconoscere il valore della fragilità.

Per Casale Monferrato, dunque, il Beato non è soltanto una figura storica da ricordare, ma un testimone vicino con cui confrontarsi nei momenti difficili: quasi un “amico della porta accanto”, nato e cresciuto negli stessi luoghi, capace di trasformare la propria prova personale in una strada di speranza per molti.

L’iniziativa è promossa dai Silenziosi Operai della Croce e dal Centro Volontari della Sofferenza, in collaborazione con la Diocesi di Casale Monferrato.

Domenica 19 luglio 2026 — accoglienza dalle ore 16

Cascina La Serniola, Strada San Giorgio Miglietta, 4 – Casale Monferrato

Informazioni: casale@luiginovarese.org