La partenza dei profughi afgani dal Centro Francesco e Giacinta Marto

“Ero pellegrino e mi avete accolto” …

In un momento in cui si parla tanto della realtà dei rifugiati, viene in mente questo parallelo con l’essere pellegrini. Essere pellegrini è lasciare la propria casa alla ricerca di un luogo sacro, di una vera pace interiore, dell’incontro con la pienezza. Quanti di noi non si sentono in questa situazione di pellegrini interiori?

Per quasi tre mesi, la comunità SOdC di Fatima ha accolto un gruppo di rifugiati afgani che provavano a ricostruire le loro vite in Portogallo, cercando una casa e un lavoro in un nuovo paese.

Questi mesi sono stati una grande sfida per la comunità che ci ha portato a guardare a queste persone come a un altro simile che ha bisogno di un riparo. È vera la fatica e, spesso, la frustrazione di non riuscire sempre a conciliare culture diverse, ma alla fine quello che contava era l’amore, l’impegno da entrambe le parti di vivere, e vivere insieme in questo tempo e questo spazio considerato come luogo di pellegrinaggio.

Giovedì scorso, 31 marzo, sono partite le ultime famiglie. Rimangono i ricordi e la nostalgia, ma anche la speranza che nelle loro nuove case e nelle loro nuove vite porteranno la memoria dell’accoglienza e dell’amore che abbiamo cercato di trasmettere in questi mesi.

Da parte della comunità c’è anche la certezza che questi volti e queste vite rimarranno presenti nella nostra preghiera. Ci salutiamo con un senso di ringraziamento e di missione compiuta. L’immagine resta: in ogni afgano, il volto di Cristo pellegrino che aveva bisogno di essere accolto.