Il Cedrus Libani è originario dell’Asia Minore. Il suo legno è stato usato per la costruzione di navi, abitazioni ed edifici religiosi da parte di egiziani, amorrei, fenici, cananei, israeliti, babilonesi, assiri, persiani, greci e romani.
I cedri universalmente considerati più belli e spettacolari sono quelli che si trovano in Libano, precisamente nella Foresta dei cedri di Dio (situata 2050 m circa di altezza sul livello del mare), che è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Nel linguaggio biblico il cedro ha diverse simbologie. Tra queste identifica il giusto che, radicato nel Signore, trasmette bellezza e benessere e anche nella vecchiaia s’innalza producendo frutti abbondanti (cfr. 92,12-15).

Questa simbologia ben si adatta a don Luigino.
In sua memoria la famiglia Garosio ha piantato un cedro, offrendone una bella riflessione.

“La Famiglia è come i rami di un albero. Ognuno prende direzioni diverse, ma le radici sono sempre le stesse! Da queste radici un ramo è Don Luigino.
Un sacerdote limpido e accogliente, un uomo dal sorriso sempre acceso… un uomo dal “tratto contadino”, forte, resistente alla fatica, felice di prendersi cura dei parchi dei giardini e degli orti comunitari.
Il tratto contadino aiuta a conoscere, a rispettare, amare e ammirare la natura. Un uomo laborioso, infaticabile quando c’era da lavorare sul serio.

Nella famiglia dei Silenziosi Operai della Croce, con la Madonna onnipresente nei pensieri, don Luigino ha scoperto, vissuto e insegnato che il sofferente e un “riparatore nato” in quanto battezzato!
Fede radicata, sguardo ottimista e amorevole verso tutti, profondamente convinto del valore e della bontà dell’altro con cui cantava la gloria di Dio.

Grazie Don Luigino…. Semplicemente autentico, schietto nel parlare, tenero nella sostanza, amorevole e insieme inflessibile, capace di una singolare empatia di cui erano espressione i suoi occhi buoni e il suo bel sorriso!
Un sacerdote che non faceva sconti sul Vangelo, soprattutto nel servizio ai sofferenti”.

Dal testamento spirituale di Don Luigino
“A voi che mi avete voluto bene e fatto del bene, giunga attraverso la sollecitudine dell’Immacolata, mia Madre e Padrona, il segno della purificata riconoscenza”.