SI SVOLGE A MILANO DAL 29 SETTEMBRE AL 2 OTTOBRE 2022

La scelta della location è il felice risultato di un percorso di discernimento promosso dalla Conferenza Episcopale Lombarda (CEL). I due promotori (CIMI e Fondazione MISSIO Italia) hanno rafforzato e innovato la struttura organizzativa, dando riconoscimento giuridico al Festival con la nascita del Comitato culturale Festival della Missione, e nominando un Direttore Generale a sostegno e a perno del Progetto, nella persona di Agostino Rigon (Direttore di MISSIO Vicenza e responsabile della Commissione missionaria Triveneto).

La Direzione Artistica è stata affidata alle competenze e alla passione di Lucia Capuzzi (Giornalista di “Avvenire”). Questa edizione vedrà sul territorio ospitante la realizzazione di un Pre-Festival e di un Post-Festival che vorrebbero coinvolgere, in modo particolare, le parrocchie, le scuole, le università e lasciare un “testimone” per la “staffetta” della futura edizione.

Programma Edizione 2022

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Per saperne di più visita il sito

https://www.festivaldellamissione.it/

 

IL MESSAGGIO DEL PAPA PER IL FESTIVAL

A Sua Eccellenza Reverendissima

Mons. Mario DELPINI

Arcivescovo Metropolita di Milano

Piazza Fontana, 2

20122 MILANO

 

Dal Vaticano, 25 agosto 2022

Eccellenza Reverendissima,

in occasione del Festival della Missione in programma a Milano e promosso da codesta Arcidiocesi, dalla Fondazione Missio Italia e dalla Conferenza degli Istituti Missionari in Italia, il Santo Padre è lieto di inviare ai partecipanti il Suo cordiale saluto, esprimendo apprezzamento per la bella iniziativa, che ha per tema «Vivere per dono». In questo cambiamento d’epoca, è importante mostrare il tratto missionario della fede e della Chiesa per annunciare anche all’uomo d’oggi che Dio è sempre con noi e ci ama.

Il Papa auspica che le giornate di festa e di preghiera, di ascolto e di confronto, possano favorire in tutti la consapevolezza che la missione non è un’appendice della fede, ma è il cuore della vita della Chiesa «è qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere sé stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare. Lì si rivela l’infermiera nell’animo, il maestro nell’animo, il politico nell’animo, quelli che hanno deciso nel profondo di essere con gli altri e per gli altri» (Evangelii gaudium, 273).

Di fronte alle sfide contemporanee e alla tragedia delle guerre, è quanto mai necessario dare risalto ad un aspetto significativo della missione, quello della testimonianza della pace, vissuta in prima persona, singolarmente e come popolo, ancorando le nostre azioni alla certezza che ci ha comunicato il Signore Gesù: “Pace a voi, vi lascio la mia pace, vi do la mia pace”. Noi cristiani siamo sicuri che la pace autentica è dono del Risorto, un dono che siamo chiamati a donare a nostra volta agli altri, intrecciando tra di loro verità, giustizia e misericordia. La verità è una compagna inseparabile della giustizia e della misericordia. Tutt’ e tre unite, sono essenziali per costruire la pace. Questa testimonianza della pace è impegno da vivere ogni giorno, nei vari ambienti, così da essere missionari “porta a porta”.

Sua Santità incoraggia tutti, specialmente i giovani, a fissare lo sguardo ai vasti orizzonti esistenziali per recare l’annuncio liberante del Vangelo laddove l’uomo è affaticato, deluso e smarrito. Nello sguardo dei nostri fratelli e sorelle più provati ed emarginati, leggiamo il desiderio profondo e pressante di una vita improntata alla dignità e all’amore. Pertanto, abbiamo bisogno di discepoli convinti nella loro professione di fede e capaci di trasmettere la fiamma della speranza agli uomini e alle donne del nostro tempo.

Papa Francesco invita a coltivare lo spirito missionario per diffondere dappertutto, con rinnovato slancio apostolico, il profumo dell’amore di Dio, imitando la prontezza della Vergine Maria che si alzò e andò in fretta a visitare sua cugina Elisabetta. Egli invoca su ciascuno la protezione della Madre di Gesù e, mentre chiede di pregare per Lui, volentieri invia la Sua Benedizione.

Nell’unire il mio personale augurio per il significativo evento pastorale, profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio

dell’Eccellenza Vostra Reverendissima
dev.mo nel Signore

Card. Pietro Parolin

Segretario di Stato