Fu “un esperimento” che rivelò il piano di Dio:
‑ L’8 settembre, vigilia della partenza, Pio XII ricevette in udienza privata il Servo di Dio Giunio Tinarelli che chiese al Papa una speciale benedizione per questo primo corso di esercizi perché l’Associazione “mettesse radici profonde”, ed il Papa fu lieto di impartirla, commosso per la testimonianza di fede che gli veniva da questo barellato tutto anchilosato.
‑ Mons. Novarese trovò nel cassetto della sua scrivania a Monte Savello 400.000 lire, somma necessaria per pagare i biglietti ferroviari, e non ha mai saputo chi li abbia messi perché nessuno era entrato nella sua stanza, dopo essersi accertato che in casa non c’era una lira.
‑ I 48 ammalati (di cui 18 barellati) e fratelli partecipanti vennero da varie province e regioni d’Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Umbria, Roma: un gruppo di autentici pionieri che diffusero l’apostolato nelle rispettive Regioni, alcuni dei quali morti in concetto di santità (Giunio Tinarelli, Cristiano Pavan, Luigi D’Astore, Ornella Colli, Bonmassar Raffaella, Beatrice Galli, Bruna Burba, Abetondo Prosperina, Delia Aresu…)
‑ Venne sperimentata l’impostazione dei Corsi di Esercizi Spirituali che sarebbe poi stata adottata nella Casa di Re e in tutte le Case dell’Associazione: tre giornate di riflessione, meditazione, anche silenzio sul metodo ignaziano (temi: fine dell’uomo, vocazione del malato, peccato, misericordia, novissimi, il Divin Crocifisso, l’Eucaristia, la Vergine Immacolata) e due giornate di studio sulla valorizzazione della sofferenza: come impostare l’apostolato del malato nei propri ambienti (parrocchia, Istituto, Diocesi), la vita di gruppo (“il gruppo d’avanguardia” del Centro Volontari della Sofferenza), come avvicinare altri ammalati. Tali incontri per l’apostolato venivano fatti di preferenza all’aperto, con la partecipazione attiva di tutti.
‑ Proprio durante uno di questi incontri si parlò della necessità di fare ancora gli Esercizi. Ma dove? Come portare ammalati barellati in una casa come quella di Oropa dove c’erano tante scale? Nacque allora l’idea di costruire una Casa per gli Esercizi spirituali per ammalati.
[Fonte: ASSODC, Fondo Novarese, Roma]


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